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martedì 25 settembre 2018

Gli Albi di Benji Davies

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Buongiorno lettori!

Oggi, approfittando del fatto che in biblioteca ho preso in prestito Il Grotlyn di Benji Davies (gioia e tripudio nel mio cuore), che come sapete è uno dei miei scrittori ed illustratori preferiti in assoluto, ne approfitterò per scrivere un breve post su alcuni suoi albi che adoro e che consiglio ad occhi chiusi. 


Inizio subito con il dire che le sue opere sono trasversali. Il loro contenuto può essere  interpretato ed utilizzato in base alla necessità del momento, nessuna storia è a senso unico ma lascia il lettore libero nell'attribuzione del significato. 


Sulla Collina ha vinto il Premio Andersen come miglior libro dagli 0 ai 6 anni nel 2016. E' stato pubblicato in Italia nel 2014 dall'Editore EDT e costa 13,50€.
E' un albo  rettangolare, con copertina cartonata, pagine opache e di carta ruvida. 
E' un libro sull'amicizia, sulla gelosia, sul coraggio che ci vuole per stringere nuovi legami. Ma è anche un libro sull'accettazione del cambiamento, dell'altro ... 
Vi verrà voglia di prendere una scatola e andare a giocare, garantito. 


Anche La Balena della Tempesta è stato pubblicato in Italia nel 2014 da EDT a 13,50€
Il formato è lo stesso di Sulla Collina, rettangolare, con pagine ruvide e opache. 
Il delizioso bimbo protagonista di questa favola storia si chiama Nico e abita vicino al mare con il babbo e sei gatti (i gatti non sono mai abbastanza a parer mio). Una mattina Nico soccorre una balena spiaggiata dopo una tempesta e decide di portarla a casa e metterla nella vasca da bagno (ovviamente la balena verrà trasportata fino a casa su un carretto rosso). Verso sera al ritorno del babbo da lavoro, Nico ha paura di confidargli della nuova arrivata e cerca di nasconderla. Nico però sapeva che non poteva durare e il padre scopre il segreto anche se non si arrabbia con il figlio perché era stato così occupato da non accorgersi che Nico si sentiva solo. 
Fin qui tutto bene cari amici, balena salvata e padre avvisato. Sarebbe un finale utopistico però. Sapete però anche voi che tenere una balena nella vasca da bagno non è comodissimo, sia per lei che per gli inquilini. la balena, si sa, ha comunque le sue esigenze, una sua vita, e così si decide di riportarla in mare, a casa sua e dalla sua famiglia. 
Nico sa che è la cosa giusta da fare ma, come noi a questo punto, è mooooolto triste (per quanto mi riguarda ho preso a coccolare la mia gatta per affrontare queste pagine).
Per fortuna però, Davies salverà la situazione con la speranza che il piccolo Nico possa un giorno rivedere la sua amica.

Le possibilità di lettura della storia sono anche qui molteplici: amicizia, solitudine, rapporto con i genitori, i segreti, la paura di non essere capiti, il distacco da un caro amico, anche la vita a due figlio/genitore perché no...

Abbandoniamo ora il mare e giungiamo in una scura cittadina con Il Grotlyn (formato rettangolare verticale, pubblicato in Italia da EDT nel 2018, 15,00€).
La storia è in rima (e già dalle prime righe crea dipendenza), abbiamo una bambina, Rubi, che un giorno sente un motivetto per strada (un motivetto sinistro oserei dire): Io so quando il Grotlyn di soppiatto si è intrufolato in casa tua quatto quatto... Ma non sempre ciò che abbiamo immaginato è quel che l'occhio ha poi davvero guardato! 
Cercate di mantenere il sangue freddo e continuate a leggere.

Ovviamente questa canzoncina sibillina risuonerà nella testa della bambina di notte, a letto, tutta sola nella sua stanzetta buia. 
Da qui una serie di testimonianze provenienti da personaggi alquanto bizzarri ma del tutto credibili, giurano di aver visto questo fantomatico Grotlyn mentre rubava loro svariati oggetti. Un ladro ordunque!! 
Calmate i bollenti spiriti perché come dice dall'inizio lo stesso motivetto: Non sempre ciò che abbiamo immaginato è quel che l'occhio ha poi davvero guardato e difatti, in realtà, quello che la mente della protagonista (e anche tutti gli altri personaggi) aveva creato con la sua immaginazione, il Grotlyn appunto, in realtà altro non è che una scimmietta che si sta costruendo una mongolfiera per volare alta nel cielo e fuggire da quella che nella (mia) fantasia è una polverosa città inglese. 

L'albo è consigliato a tutte le persone che hanno una fervida e gotica immaginazione che corre a briglia sciolta sopratutto al calar del buio, a chi ama le storie in rima divertenti e anche a chi si lascia facilmente suggestionare.



meglio controllare ovunque
Io crederei a qualsiasi cosa mi dicesse
questo individuo




La scimmia che prende il volo verso luoghi più felici



giovedì 17 maggio 2018

Io e te come un romanzo- Cath Crowley

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Buongiorno lettori,
oggi con questo post torno nel mondo delle letture per ragazzi con un romanzo che è la prova del fatto che non si deve maimaimaimai giudicare un libro dalla copertina. La copertina di Io e te come un romanzo di Cath Crowley edito dalla casa editrice DeA nel 2017 (14,90€) è, infatti, pessima. 
Ve la metto qui sotto così da poter giudicare voi stessi.




La storia, tuttavia, è bella quanto brutta la copertina, quindi siamo salvi.

In breve
Rachel torna nella sua vecchia città dopo essersene andata tempo prima con la madre e il fratello Call. Qui ritroverà vecchie conoscenze ed Henry, il suo migliore amico e amore passato. Prima di partire Rachel aveva lasciato ad Henry una lettera in cui gli dichiarava il suo amore, mettendola in un libro della libreria gestita dalla famiglia di lui, in una sezione in cui i libri non sono in vendita ma i clienti possono scriverci messaggi, sottolineare frasi ... un ricettacolo per i pensieri e i sentimenti delle persone, insomma. 
Alla lettera Rachel non avrà risposta, ma per una serie di eventi dovrà lavorare fianco a fianco con il ragazzo proprio nella libreria. 
Tante cose sono però cambiate, a partire dalla morte del fratello Call di cui lei non farà menzione.




Le voci narranti sono due, quella di Rachel e quella di Henry, un capitolo ciascuno, permettendo al lettore di leggere da punti di vista differenti la stessa storia. 
All'interno della narrazione, che si sviluppa per 349 pagine molto scorrevoli, vengono indagati in modo completo i sentimenti, insicurezze e paure non solo dei due protagonisti, ma anche quelli di altri personaggi che ruotano come satelliti attorno a loro. 
Conosciamo così la sorella di Henry, tanto scontrosa quanto fragile; l'amica di Rachel, che insegue il sogno di sfondare nel mondo della musica; il padre di Henry, che deve rinunciare a qualcosa cui tiene per motivi economici... e tanti altri. 
Ogni personaggio è ben caratterizzato e delineato, mai trattato in modo approssimativo e tutto questo contribuisce a creare una storia fattibile e coinvolgente in cui vengono trattati temi importanti come la morte, i cambiamenti, l'amore, l'amicizia, le responsabilità, la paura di non piacere, il bullismo... la crescita.

Se non vi ho ancora convinto a leggerlo, aggiungo anche che il romanzo è entrato tra i cinque finalisti che si contendono il premio Mare di Libri 2018, al festival omonimo di Rimini giunto alla sua XI edizione.

Giusto per curiosità, vi lascio la copertina originale del libro (si, come avrete capito, i packaging mi stanno a cuore, sono una vittima di questa società consumistica).


Si sarebbe potuto, secondo me, lasciare anche il titolo originale molto più intrigante... ma forse sono io esigente.



Qui puoi acquistare la tua copia Io e te come un romanzo

sabato 31 marzo 2018

Rosso di sera- Brunella Gasperini

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Buonasera lettori! 
Oggi dopo tanto procrastinare, vorrei parlare di un libro che rientra in assoluto tra i miei preferiti e che, anni fa, mi ha fatto scoprire una scrittrice meravigliosa. 

Il libro in questione si intitola Rosso di sera, è stato scritto da Brunella Gasperini e pubblicato dalla Rizzoli nel 1977. Ultimo romanzo di Brunella, l'edizione che possiedo è della Baldini Castoldi Dalai Editore che nei primi anni del 2000 si è ricordata di questa grande autrice italiana e ha ripubblicato in nuova veste alcuni (secondo me troppo pochi ma ci accontentiamo) suoi romanzi. 



Brunella Gasperini (il cui vero nome in realtà era Bianca Robecchi) nasce a Milano nel 1918 e vi morirà nel 1979. All'inizio degli anni 50 incominciò a scrivere per il Correre della Sera, per vari periodici e sopratutto per Annabella dove terrà una rubrica di colloqui con i lettori, alcuni dei quali raccolti nel libro Più botte che risposte. Nella sua produzione troviamo racconti, romanzi, recensioni... tutto scritto con una grande profondità di pensiero, modernità, sensibilità e spesso un taglio umoristico unico. Per non dilungarmi troppo vi rimando per un eventuale approfondimento all'Enciclopedia delle Donne.



Rosso di sera dovrebbe essere proposto e riproposto ai giovani (e non) lettori a scuola, in biblioteca e in libreria ma questo non succede, forse perché poco conosciuto.

Gianluca detto Rosso per via del colore dei capelli, è un ragazzo di diciassette anni. Figlio del primario dell'ospedale della città in cui vive, ci racconta in prima persona con grande sagacia e humor ma anche con tanta profondità e delicatezza quel passaggio dall'età infantile a quella adulta. La storia è personalissima ma allo stesso tempo universale, tutti i ragazzi ci si possono rispecchiare per quel o quell'altro motivo. 
Rosso, è incompreso dalla famiglia, non ama la città e tanto meno quelli che lui chiama "i ragazzi" cioè quelli della sua età ma con i quali in comune non ha nulla. La sua salvezza sono le sue passioni: il jazz, la tromba, la poesia di Neruda e un rapporto meraviglioso con il nonno anticonformista, pecora nera della famiglia, che vice al di la del fiume, dove il progresso e la città schifa non sono ancora arrivati. 
La sua vita prenderà una piega inaspettata (e sperata?) con l'arrivo in città di una vecchia famiglia tornata dopo lungo tempo, e di una ragazza, Federica che nasconde però un segreto.

"Così sono tornato al fiume. Sembra l'unica cosa rimasta intatta dalla mia infanzia, il fiume, anche se forse già inquinato, come l'infanzia, da invisibili veleni. 
Dovrei aver paura, credo, ma non ne ho. Solo una terribile confusione, come se mi avessero tagliato a pezzettini e poi ricucito insieme in qualche modo, un modo sbagliato, con tutte le cuciture che tirano di qua e di là. E così, cucito sbagliato, rieccomi a guardare l'acqua che passa, scroscia via per i fatti suoi tra i salici e il muschio con riflessi improvvisi di cielo, come quella sera."

Nel romanzo come in quasi tutte le storie della Gasperini tornano personaggi e temi ricorrenti, spesso autobiografici, rivisitati e rimodellati, mai scontati ne banali. 
Ogni personaggio è indagato con minuzia, la trama presenta moltissimi colpi di scena e se siete tra quelli che almeno una volta nella vita avete desiderato di conoscere un autore dopo aver finito un libro, questo è il romanzo che fa per voi. 

L'altro giorno in biblioteca, ho domandato ad una mia utente di quindici anni, come mai leggesse libri sempre un po' tristi, mi ha risposto che cerca il dramma, le emozioni forti. E allora, ho pensato che è un po' la caratteristica ricerca di tutti i ragazzi (ecco il successo di libri in cui si parla di malattia, incidenti, lutti, incomprensioni... con l'immancabile sottofondo dell'amore).
Rosso di sera si inserisce perfettamente in questo grande universo libresco ma ha qualcosa in più, secondo me, una profondità, una delicatezza che, suscitato una grande malinconia non so bene neppure di cosa, forse dell'infanzia o di quell'attimo in cui da adulti, il mondo appare facile e meraviglioso come mangiare un gelato in un giorno d'estate. 

Rosso di sera per me è un libro speciale, l'ho incontrato a sedici anni e non l'ho più lasciato. Vorrei che lasciasse qualcosa anche a voi, se non l'immagine di un tramonto con il rumore dei grilli e il profumo d'estate, almeno che fosse una piacevole lettura. 

Con Rosso si cresce anche se si è già grandi.

"La porta era appena accostata. La spinsi senza far rumore, entrai, richiusi. Nel buio pesto, attraversai silenziosamente la stanza verso la mia brandina. "Accendi pure" disse la voce del nonno. "Sono qui."
Contro voglia, accesi. il nonno era in piedi davanti la finestra e guardava fuori, le spalle voltate, la testa eretta. Capii che non si sarebbe girato, se io non volevo. Aspettava. Il nonno sa, pensai. Ha sempre saputo. Perché non me l'hai detto, gli gridai in silenzio dentro di me. Mi sentivo tradito anche da lui. "Se vuoi berci sopra," disse "la bottiglia della grappa è in cucinino."





domenica 14 gennaio 2018

Leo Lionni

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Da bambina amavo leggere dei libri di favole che, giuro, avevano delle illustrazioni allucinanti, mentre quelli con immagini (ora) meravigliose, rimanevano sullo scaffale a prendere polvere, con disappunto di mia madre che cercava di propormeli in ogni modo. 
A volte, quindi, sfogliando alcuni libri illustrati per l'infanzia, oggettivamente molto belli e praticamente opere d'arte, mi domando se effettivamente possano piacere ai bambini o se magari possano in realtà essere apprezzati di più dai "grandi" che comprandoli (inconsapevolmente) per loro stessi, li propongono a pargoli che preferirebbero sfogliare i cataloghi dei giocattoli (sempre io).

Con Leo Lionni questo quesito non si pone. Uomo dalle tante doti (grafico, pittore, scrittore...), Lionni nasce in Olanda nel 1910. Poco dopo la famiglia si trasferirà in Italia, dove Lionni rimase fino al 1940 quando, a causa delle sue origini ebree, fu costretto ad emigrare in America. In Italia tornerà solo nel 1960 e vi resterà fino alla morte, nel 1999. 

Nel 1959 ideò un libro per bambini che cambierà la concezione stessa dell'illustrazione per l'infanzia: Piccolo Blu e Piccolo Giallo, in cui due bolli colorati porteranno il lettore a meditare sull'amicizia, la diversità e l'identità in modo semplice e chiaro.
Le stesse importanti tematiche saranno affrontate in Un colore tutto mio, dove però, abbandonerà la rappresentazione astratta a favore di un piccolo geco dall'animo profondo che si domanda come mai non abbia, come gli altri animali, un proprio e immutabile colore. 

Uno dei miei preferiti è La casa più grande del mondo, con protagonista una lumachina che vorrebbe ingenuamente una casa molto più grande. In questo albo si percepisce attraverso le immagini, l'interesse dello scrittore per il mondo naturale, rappresentato con minuzia di particolari.
La storia e le figure, catturano l'attenzione dei bambini di tutte le età (vale per tutte le sue opere d'altro canto) ma probabilmente il significato vero di questo libro può essere compreso del tutto a partire dai tre anni. 

Verso la fine c'è un'illustrazione che più di ogni altra dovrebbe affascinare i vostri pupi, quella con la casina della lumaca completamente distrutta. Trovo meraviglioso da parte dell'illustratore non voler risparmiare nulla agli occhi del bambino e mi fanno sorridere le madri che a volte reputano inappropriata questa rappresentazione per i loro pargoli non capendo quanto invece i piccoli abbiano bisogno di confrontarsi con queste scene, per così dire, realistiche e macabre (trattasi spesso delle stesse madri che permettono ai figli di due o tre anni di intontirsi davanti ad un tablet, trovando quindi consono avere un pargolo con lo sguardo ipnotizzato e affascinato da colori psicadelici, luci lampeggianti e rumori davvero inappropriati almeno per le mie orecchie).

In conclusione consiglio una qualunque opera di Leo Lionni per bambini di qualunque età, quelli che ancora sono troppo piccoli le ameranno per le figure, i grandi per quelle e per la storia. 
Questi libri si prestano anche per tanti laboratori sulla natura, sui colori (Piccolo Blu e Piccolo Giallo), sull'uso della tecnica del collage e la manipolazione della carta (Pezzettino)... sono strumenti didattici eccezionali. 






NB: In ogni caso, se vostro figlio vuole anche sfogliare il volantino delle offerte del supermercato, lasciateglielo fare. Se il contenuto non è nocivo e lo affascina, ogni bambino ha diritto a scegliere cosa sfogliare con le sue manine appiccicosine. 


Un colore tutto mio. Ediz. illustrata

lunedì 1 gennaio 2018

Nel paese dei mostri selvaggi- Maurice Sendak

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[Il libro uscirà in una nuova edizione il 16 Gennaio 2018 per Adelphi tradotto da Lisa Topi]

Per iniziare con il botto questo 2018 (siete riusciti a sopravvivere anche a questa ennesima prova di resistenza psicologica?), oggi voglio dedicare un post ad un albo classico che tutti i bambini devono incontrare nella loro infanzia ma che fa comodo anche a noi"grandi" e cioè NEL PAESE DEI MOSTRI SELVAGGI (il maiuscolo mi sembrava d'obbligo) di quel genio di Maurice Sendak (foto a fianco presa a caso su internet in cui se la spassa a leggere il suo libro ad un bambino con un delizioso maglioncino fine anni sessanta).

A volte, siamo colti da una RABBIA irrefrenabile, una rabbia che ci fa sbattere porte, lanciare oggetti e gridare. Queste scene madre solitamente sono più frequenti in tenera età, quando ancora si è sopraffatti da mille emozioni diverse alle massime frequenze, e si spera che dopo la fase teen capitano di rado (...vero?). 

Bene... comunque sia, per spiegare questi istinti assassini ai pupi e per darci una calmata quando vorremmo schiaffeggiare una collega o infilare una matita nell'orecchio del capo, esiste un rimedio pacifico, e cioè quello di leggere il libro di Sendak (siete felici di questa notizia? io molto. A fianco vi ho pure messo l'immagine del mio mostro selvaggio preferito tratta dalla copia del libro in mio possesso. Adoro la sua chioma indomabile, forse perché mi ricorda un poco la mia).

A inizio degli anni sessanta, quando venne pubblicato, questo albo non suscitò particolare entusiasmo, anzi, diciamo pure che scandalizzò i più perbenisti e quelli inclini agli svenimenti tragici. 
Ma cosa c'era di "scandaloso" in queste poche pagine? Ebbene, prima di tutto, una frase detta dal piccolo scapestrato protagonista, che, dopo aver distrutto mezza casa, impiccato un peluche e inseguito il barboncino, viene mandato (giustamente oserei dire) a letto senza cena dalla madre che in crisi di nervi gli urla dietro: "MOSTRO SELVAGGIO!". Max non si lascia certo intimorire dal digiuno, dalla reclusione e tanto meno dall'insulto, al quale risponde con un: "E IO TI SBRANO". Oggi una frase del genere ci fa sorridere, abituati come siamo ai modi di alcuni piccoli Puffi (cari miei genitori troppo permissivi, insegnare regole e l'educazione ai vostri figli non è certo una colpa o uno scandalo, anzi, qualche regola fa BENE ai bambini, chiedete pure a un qualsiasi esperto, medico, psicologo, psichiatra, medium o sciamano), ma al tempo, pensare di poter scrivere per poi leggere una cosa del genere ad un bambino, era impensabile.
E' proprio questa risposta che scandalizza la società dei primi sessanta. Non è ammissibile che un bambino risponda ad un genitore, e poi cos'è quell'espressione incavolata che ha il pargolo nell'illustrazione? 
Come se non bastasse, quelli che ancora non erano svenuti leggendo fino a pagina otto (frontespizio compreso) si incavolarono parecchio quando videro gli istinti rabbiosi trasformati in mostri selvaggi e intuirono che il protagonista lascia si, l'isola dei mostri in cui era approdato diventando re, ma è anche cosciente che, prima o poi, ci tornerà!! (Oibò) 

E' un capolavoro della letteratura per l'infanzia, le immagini a pastelli colorati sono meravigliosamente simpatiche e riescono con pochi tratti a rappresentare il sentimento forte e sconvolgente della rabbia. 
Per quanto mi riguarda io lo apprezzo molto anche ora che per la società (povera illusa) sono pienamente (e da tempo) adulta. Sfogliarlo nei momenti in cui vorrei distruggere il servizio buono da caffè, quello con tante ciliegine rosse sulle tazzine e i piattini bianchi, calma i  miei bollenti spiriti, funzionando meglio di una seduta dallo psicologo. 

Consigliato ai massimi livelli. Se non lo avete ancora letto (ma dove vivete?) fatelo e se lo avete letto rileggetelo (lo avete già preso in mano, che bravi) e se non vi dovesse bastare vedetevi anche il film del 2009 diretto da Spike Jonze!!