venerdì 20 luglio 2018

Qui con te- M.H. Clark e Isabelle Arsenault

Buongiorno lettori,


Oggi un post dedicato ad un albo poetico, Qui con te di M.H.Clark e Isabelle Arsenault pubblicato da Terre di Mezzo nel 2017. 


Il libro si compone di 28 pagine completamente illustrate che riportano ognuna dei brevi versi di quella che alla fine sarà una vera e propria poesia dedicata al posto al quale sentiamo di appartenere. 

Le illustrazioni sono state realizzate dalla mitica Isabelle Arsenault (quella di Jane, la volpe ed io per intenderci) che ha conquistato con le sue immagini praticamente tutti. Il testo invece appartiene a a M.H.Clark una super scrittrice e poetessa americana che ha vinto un sacco di premi come, giusto per buttarne lì uno a caso, il Moonbeam Children's Book Award
Con queste premesse quindi, quando ho preso il libro dallo scaffale della mia libreria preferita, le mie aspettative erano parecchio alte ma non sono state in alcun modo deluse. 

 Le immagini seguono le parole enfatizzando i versi e creando un'atmosfera sognante ricca di silenzi, vento e odori appartenenti alla natura. 
Le parole, dal canto loro, ci portano a riflettere su qual'è il posto a cui apparteniamo davvero. 
Un interrogativo molto profondo al quale non è sempre facile rispondere. 


Le stelle appartengono alla notte scura,
come la Luna,
il vento è a casa nei luoghi in cui soffia


[...]

Quindi che importa dove andra, quali meraviglie sceglierai di vedere, io sarò sempre qui accanto a te, e tu accanto a me.


Un inno alla propria famiglia, alla propria casa, al luogo in cui risiede il nostro cuore. Al luogo che abbiamo già trovato o che stiamo ancora cercando.  

Tu sei un sogno che il mondo ha sognato
e ora appartieni al suo canto.
Per questo sei qui, nel posto fatto per te,
dov'è la tua casa. 

E voi? lo sapete già a quale luogo appartenete? 





lunedì 16 luglio 2018

Un grande giorno di niente- Beatrice Alemagna

Buongiorno lettori, 
le vacanze estive sono iniziate già da un po' e in giro vedo un sacco di bambini allegri e spensierati che si divertono tra castelli di sabbia la mare, partite improvvisate di calcetto al parco e giri in bicicletta per la città (quando mi sbucano all'improvviso dai vicoli e mi tagliano la strada in sella al loro bolide senza guardare l'arrivo di eventuali macchine, un po' li odio). 


Oltre a questi birbanti, vedo anche tanti pazienti genitori che si impegnano per far fare ai propri figli i compiti delle vacanze; che li accompagnano a qualche attività come il tennis, calcio, karate, danza, incontri dei boy scout; ai corsi di recupero; ai corsi estivi di lingua inglese, tedesca, spagnola e francese; che li iscrivono al campo scuola al campeggio; che se li portano in vacanza in Grecia; gli fanno visitare musei... Tutte attività utili ed interessanti non si discute, ma comunque fermi a far nulla non ci devono stare. 
Intendiamoci, io sono una grande fan dei genitori che sono attivi e che mantengono attivi anche i figli, a volte tuttavia mi domando se ci possa essere un equilibrio tra il fare tutto sempre e il non fare niente mai. 

Durante le vacanze sopratutto quelle estive, che sono così lunghe, sono del parere che i bambini e i ragazzi dovrebbero avere anche dei loro spazi di niente. Noi grandi abbiamo la tendenza a pensare che il non fare nulla sia in qualche modo sbagliato, inutile e una perdita di tempo prezioso che si potrebbe impiegare a fare invece "qualcosa". 
In verità non è sempre così, il non far nulla è contro producente e dannoso se è la norma ma se capita a volte, anche per una mattinata o per una o più intere giornate, bisogna mettersi in testa che è normale e utile. 
Tutti abbiamo il diritto, a volte, a non fare nulla e come noi, anche i bambini hanno il diritto di annoiarsi per avere la possibilità di capire cosa piacerebbe loro fare, o semplicemente rimanere lì dove sono a non fare niente di niente. 


Approfittando di questo periodo estivo, vi propongo quindi un libro pubblicato nel 2016 da Topipittori: Un grande giorno di niente di Beatrice Alemagna

Siamo in vacanza in un giorno di pioggia. Vediamo un bambino sul divano che gioca ad un videogioco mentre la mamma è alla scrivania che lavora. Accorgendosi che il figlio è davanti a quello schermo già da molte ore, gli sequestra il videogioco e gli propone di uscire di casa (almeno non gli ha detto di fare i compiti delle vacanze). Ovviamente il bambino riprende il videogioco e se lo intasca ma non lo riaccende, esce invece sotto la pioggia con aria sconsolata indossando un sobrio impermeabile arancione. 
In questo giorno di niente e di noia il piccolo comincia a vagare sotto la pioggia per prati e boschi, vede un laghetto, e decide di saltare sui sassi che vi affiorano ma il suo videogioco che aveva in tasca finisce in acqua. Dramma. Come farà ora senza il suo strumento di distrazione?
Il ragazzino dopo un primo momento di sconforto comincia a guardarsi attorno e ... vede delle cose ordinarie incredibili: delle lumache stanno approfittando dell'acquazzone per farsi un giro (simpatiche le loro antenne gelatinose), ci sono anche funghi e odori nuovi che gliene ricordano altri a lui famigliari, ci sono sassi che luccicano, pozzanghere, rami sui quali arrampicarsi, animali, collinette dalle quali scivolare per ritrovarsi a testa in giù e vedere il mondo capovolto.
La storia si concluderà con il ritorno del protagonista a casa dalla mamma che provvederà a scaldarlo con una cioccolata calda. 

In questo giorno di niente il piccolo esploratore in verità qualcosa ha fatto. 
Si è reinventato un mondo nuovo esplorando quello che lo circondava spinto dalla curiosità e dalla noia. Il bambino si è lasciato stupire dall'ordinario, ha convissuto con se stesso senza fare qualcosa di "imposto" o preorganizzato. 
Sicuramente sarete d'accordo con me se vi dico che questo giorno di niente è stato un giorno di tanto. 

Voglio spendere due parole anche per le illustrazioni che ho trovato meravigliose.  
Il formato del libro rettangolare e grande mostra delle figure a pastello che occupano tutta la grandezza della pagina. Il tratto è veloce, semplice e a volte stilizzato o quasi abbozzato. La tecnica dell'acquarello che è accostata al pastello, crea un'atmosfera uggiosa e umida tipica degli acquazzoni estivi. 
Alla fine della lettura avrete i capelli crespi e la pelle un po' "appicicatticcia" ... maledetta questa umidità!

Vi auguro tanti giorni di niente!

Ps. nei pomeriggi afosi spalmati sul divano, un film non guasta mai. Vi lascio quindi consigliandovi di (ri)vedere Stand by me, ricordo di un'estate tratto da un racconto di S. King e uscito nel 1986. 

mercoledì 11 luglio 2018

Uno come Antonio- Susanna Mattiangeli e Mariachiara Di Giorgio


Buonasera lettori,

l'altro giorno sistemando la soffitta ho trovato il mio vecchio grembiulino rosa di scuola e così mi sono persa nei ricordi. 
Ho provato una certa malinconia ricordando quanto mi piaceva tornare a casa da scuola e mangiare la merenda di nonna (bruschetta con aglio e olio, per stare leggeri) guardando i cartoni animati (Lady Oscar, E' quasi magia Johnny, Sailor Moon), quanto mi piaceva fare passeggiate con la zia,  giocare in giardino a palla con gli amici e i vicini che ci scrutavano dalla finestra, mi piaceva andare in piscina e costruire strani aggeggi (inutili) nei giorni di pioggia, fare i compiti invece non mi piaceva molto e le lezioni  preferivo passarle più con la testa tra le nuvole che ascoltando la maestra. In tutto questo molto molto spesso non ero da sola ma c'era con me la mia migliore amica, la mia amica del cuore speciale e insostituibile. 
E così, perdendomi in vecchie giornate di sole e odori antichi come quelli dei quaderni nuovi e delle giornate uggiose, in tutto questo, mi sono sentita un po' una come... Antonio.


Se ci fosse un libro che riuscisse a ritrarre un (il) bambino qualsiasi e  mostrare quanto sia speciale e unico, senza ombra di dubbio sarebbe Uno come Antonio di Susanna Mattiangeli, illustrato da Mariachiara Di Giorgio ed edito da Il Castoro lo scorso gennaio (2018).

Antonio è un bambino che è molto più di quel che sembra. Certo a vederlo così senza niente in torno, è un bambino e basta. 

Antonio quindi è un bambino come tanti ma allo stesso tempo non è solo questo ma molto, molto di più! 

Antonio è speciale: a seconda della situazione e delle persone che lo circondano diventa qualcun altro, qualcuno di nuovo. Antonio si reinventa senza saperlo.

Antonio è figlio quando è con mamma e babbo, nipote con la nonna e la zia, è studente, paziente, lettore... Antonio è tante cose una alla volta o tutte insieme. 
Antonio è speciale e gli piace nuotare. 
Antonio soprattutto è nel cuore di un altro bambino con il quale ama giocare.

Se ci fosse un libro per parlare di un (il) bambino qualunque, quello che avete seduto di fianco sul bus, che gioca a palla nel cortile del vostro condominio, che vedete leggere in un angolino in biblioteca, e che vi ricorda come eravate parecchi (non poi così tanti) anni fa sarebbe Uno come Antonio.

Per fortuna questo libro magico c'è. 

Non so se si è capito ma a me questo albo è piaciuto da impazzire. 
Con la sua copertina giallo canarino, grande e lucida non passa inosservato sullo scaffale. Si fa notare, si lascia sfogliare e ci conquista dalle prime righe. 
Le illustrazioni poi sono un capolavoro. Io ho un debole per le rappresentazioni delle pose che un corpo umano è in grado di assumere (grande invidia per chi le sa ritrarre) e qui vengo felicemente accontentata da un Antonio che non sta mai fermo (solo quando legge) salta, corre, si china, nuota.  Sono inoltre illustrazioni grandi che quando non occupano una pagina ne prendono due, finalmente figure che non si fanno pregare e che non fanno le timide.

Se avete avuto un migliore amico come Antonio o se volete tornare a sentirvi Uno come Antonio questo è il libro giusto. Ovviamente è il libro giusto anche per quelli che Antonio lo sono proprio in questo momento, ma è un'altra storia.


Se poi il libro ha innescato una voglia pazza di infanzia e allegria prendete popcorn e patatine (quelle rigate mi raccomando) e (ri)vedetevi Il piccolo Nicolas e i suoi genitori con il seguito se proprio siete insaziabili.





venerdì 6 luglio 2018

Libri per bambini sulle emozioni - Due consigli


Salve lettori!

oggi vi propongo due consigli di lettura entrambi sulle emozioni spiegate ai più piccoli.


Il primo libro sta diventando un classico e viene usato moltissimo per le letture ad alta voce e per i laboratori in biblioteca ma anche nella scuola dell'infanzia. 

I colori delle emozioni di Anna Llenas, Gribaudo, 2014, 19,90€


Di formato rettangolare ha le pagine abbastanza resistenti e immagini popup.
Il Mostro dei colori ha fatto un pasticcio mischiando tutti i colori delle emozioni. Non si capisce più nulla e c'è una grande confusione. Bisogna risistemare tutto riconoscendo ogni emozione e mettendola nel barattolo che le spetta. 
Le emozioni rappresentate sono l'allegria che splende come il sole, brilla come le stelle; la tristezza che è sempre il rimpianto di qualcosa; la rabbia che s'infiamma di rosso vivo; la paura che è vigliacca; la calma tranquilla come gli alberi e per ultimo l'amore.

Per ogni emozione il mostro dei colori diventa di un colore diverso per rappresentare l'emozione stessa (rossa la rabbia, verde la calma ecc.).

In modo semplice, l'albo riesce ad illustrare le principali emozioni in modo che il bambino inizi a riconoscerle e ad affrontarle.

Tristezza

Rabbia

Paura


Il secondo albo che vi consiglio può essere adatto anche per bimbi un pochino più grandi.


Dentro il mio cuore e nella mia testa...Emozioni, Richard Jones, Libby Walden, DeAgostini 2016, 12,90€


In copertina vediamo un bambino con cappottino e berrettino pronto ad affrontare il mondo. Ci seguirà nella lettura di ogni pagina e scoprirà con noi le emozioni che prova.

Le emozioni prendono la forma di vulcani, montagne, mari, cieli... fino all'ultima pagina quando il nostro bambino non è solo ma eccolo in un parco con tanti amici!


Se ti metti nei miei panni, puoi capire cosa provo. Le emozioni non le vedi, ma non c'è nulla di più vivo!


Coraggio

Serenità

Invidia



mercoledì 4 luglio 2018

La giovane scrittrice, la star e l'assassino- Caroline Solé


Buongiorno lettori

ci sono tanti libri che ci possono piacere ma che, loro malgrado, sono simili a tanti altri, ne possiamo intuire l'intreccio mentre li leggiamo, farci un'idea a volte anche del finale. Poi ci sono libri che sono delle perle, originali, avvincenti e che non somigliano a nulla se non a loro stessi.


Si trovava in un angolino su uno scaffale centrale nella zona ragazzi della mia libreria preferita. Pur essendo modesto spiccava tra gli altri per la sua copertina nera e il titolo oro, il disegno di quattro finestre illuminate e l'ombra di tre figure controluce.

Un giallo? si, ma anche molto di più. Ho deciso di acquistarlo.

[Spoiler]

Nel libro La giovane scrittrice, la star e l'assassino (Caroline Solé, Pelledoca editore, 2018, 15€) non sapremo  mai chi ha ucciso il bambino il cui cadavere è stato ritrovato dalla polizia, con la foto di una giovane scrittrice in tasca, ma il suo ritrovamento è fondamentale per dare inizio ad un'intreccio che porterà all'incontro tra personaggi le cui vite verranno messe a nudo nella sala interrogatori della polizia. 

[Fine spoiler] 

Abbiamo una ragazza sovrappeso, fragile e depressa che ha deciso di farla finita mentre la sua famiglia è in vacanza; un ragazzo che si ritrova a fare l'assistente di una star, abituato a passare inosservato e a non essere considerato; una ragazza che aveva altri piani per la propria vita ma che è stata costretta dalla madre ad intraprendere una carriera da attrice che le va però troppo stretta.

Durante la narrazione a tre voci, con tre punti di vista che guardano alla propria vita ma anche a quelle degli altri personaggi, scopriremo che molto spesso le situazioni e le persone non sono come appaiono ad una prima occhiata. ma sono  in realtà molto più complesse e possono avere zone d'ombra molto oscure. 
In queste poche pagine si intrecciano dei destini e conosceremo 3 personaggi eccezionali, con caratteristiche e psicologie magistralmente delineate. 

Caroline Solé ha fatto quindi un lavorone, Cheyenne, Tristano e l'attrice sono  personalità fragili ma allo stesso tempo forti, reali, in cui ci riconosciamo nei turbamenti, nelle ferite dell'animo, nel bagaglio pesante che ci portiamo sulle spalle. 

Questo libro è una consolazione, cura l'anima e ci fa sentire meno soli e diversi e più noi stessi.

"Ognuno vive con i suoi misteri e i suoi fantasmi. [...] Nonostante tutto forse è proprio questo vuoto che ci fa vivere. Ci spinge a voler capire, a cercare, a creare. Ad amare."


Trama tratta dall'aletta del libro

Cheyenne ha 15 anni e passa le giornate chiusa dentro la sua stanza a spiare la casa della vicina, una giovane star del cinema. L'esistenza di Cheyenne è un'altalena di frustrazioni e noia che la spinge a programmare il suicidio, ma la scoperta del corpo di un bambino in un lago, porta la polizia ad indagare sull'accaduto, partendo proprio da lei.



venerdì 29 giugno 2018

Ehi, questo libro ha appena mangiato il mio cane!- Richard Byrne

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Buonasera lettori,
come sappiamo tanti albi illustrati sfruttano le caratteristiche proprie dell'oggetto libro (le pagine stesse, i buchi, alette...) per creare delle finzioni narrative. Il libro invita in questo modo il bambino a diventare parte attiva nella storia, solleticando la sua fantasia e la curiosità.

Tra i tanti, nel 2014 la Gallucci ha pubblicato Ehi, questo libro ha appena mangiato il mio cane! di Richard Byrne, un libro davvero dispettoso.

Una bimba di nome Bella, decide di portare a spasso per il guinzaglio il suo cane ma durante la breve passeggiata il cane viene inghiottito dalla rilegatura che unisce al centro del libro le pagine. Oibò.
Bella prova a tirare il guinzaglio ma nulla ne rimedia. Arriva Ben, un amico, che si prodiga ad aiutarla ma... anche lui finisce inghiottito!
Non vi sto neppure a dire come, successivamente, anche l'ambulanza, i pompieri e la polizia verranno inghiottiti da quella misteriosa rilegatura.
Stufa di questo mistero Bella segue gli altri scomparendo anche lei e girando pagina noi lettori troviamo una lettera spuntata proprio li, dove tutti si sono volatilizzati! La lettera ci dice che per aiutare i personaggi dobbiamo RUOTARE il libro e SCUOTERLO.
Ecco allora che ci ritroveremo con il libro davanti a noi, in verticale, mentre lo scuotiamo come se ne dipendesse la nostra merenda.
Così facendo ecco che dalla misteriosissima linea di rilegatura, cadono Ben, i pompieri, la polizia,
l'ambulanza e anche Bella e il cane.
Tutto torna alla normalità (più o meno) l'ordine tra realtà e mondo fantastico è stato ristabilito (anche se il cane si trova con il sedere rovesciato).

Simpatico e divertente, l'albo ha brevi frasi colorate in arancione, immagini grandi dalle linee pulite. Non è un capolavoro ma ai bambini piace da morire e questo è l'importante.


martedì 19 giugno 2018

Due Libri per la Nanna

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Buonasera Lettori!

Oggi pomeriggio vi voglio consigliare due albi illustrati ideali per la lettura serale  pre-nanna del pupo.

Iniziamo, il primo consiglio è un albo divertente

Il Gregge- Margarita del Mazo, Guridi, Edizioni La fragatina, 2014, 16,00 €

Chi non ama le pecorelle? così morbide, con quei musini e quegli occhioni dolcini... Non possono non piacere le pecore, è garantito, e quindi ecco un albo dedicato alla pratica (per alcuni consueta) del "Contare le pecore" per addormentarsi.
Nel gregge di Michele (il protagonista di questo buffo libro illustrato) però, c'è una pecorella nera che non vuole fare quello che fanno tutte, che pensa con la sua testa e non segue il gregge rifiutandosi di saltare l'ostacolo durante la conta!
Riuscirà Michele ad addormentarsi? magari con un po' di gentilezza riuscirà a convincere la testarda pecora nera.

Il secondo libro illustrato è invece un albo che vi terrà con il fiato sospeso


Il buio- Lemony Snicket, Jon Klassen, Salani, 2016, 14, 90€

Indicatemi con nome e cognome un bambino che non abbia paura del buio, che non usi la lucetta notturna o che almeno una volta non vi abbia chiesto di NON spegnere la luce...trovato? no? appunto.

Il Buio, scritto da Daniel Handler conosciuto però come Lemony Snicket, farà fare a tutti i bambini paurosi amicizia con il buio... dopo alcuni momenti di "terrore". 
Le immagini essenziali ed una loro magistrale costruzione cinematografica generano un'atmosfera di attesa e inquietudine, di silenzi rotti da scricchiolii e cigolii, fruscii e ronzii, fino al simpatico finale che farà tutti sospirare di sollievo. 
A volte quello che fa paura non è poi così spaventoso se si ha il coraggio di affrontarlo.

Se non conoscete ancora Snicket non potete assolutamente  mancare di leggere almeno il primo volume de Una serie di sfortunati eventi da cui è stato tratto anche un film e una serie tv (di gran lunga più bella del film a mio parere). Un consiglio: Abbandonate ogni speranza dalla prima pagina. Sarà un tripudio di sfortuna.

Vi auguro delle buone letture serali e una buona notte.