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martedì 6 agosto 2019

AFK- Alice Keller

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Ci sono libri che ti capitano tra le mani per caso e ti regalano piacevoli sorprese. Lo scorso mese mi è capitato con AFK di Alice Keller (pubblicato da CameloZampa) che è approdato sul mio comodino solo perché sono stata attirata dal titolo, per me, completamente misterioso (sono anziana). Dovevo saperne di più così, ho scoperto che "afk" è l'acronimo di "away from keyboard" cioè, in italiano, "lontano dal computer". 

Okay, a quel punto ero davvero curiosa di sapere cosa si nascondeva su quelle pagine. 

Il protagonista di questa breve ma intensa storia è Giò. 
Giò non esce di casa da due anni e passa le sue giornate a giocare ai videogiochi davanti al computer connesso on-line con altri utenti. 
La sua è diventata una vera dipendenza, le giornate per lui non hanno più un naturale ciclo notte- giorno ma il sonno, l'alimentazione e qualsiasi altro bisogno fisico sono legati alle esigenze del gioco al quale sta giocando in quel momento. 
I suoi genitori si sono rassegnati e lui tiene tutti "in scacco" minacciandoli con un episodio accaduto tempo prima: un tentato suicidio. 
In tutta questa situazione, l'unico contatto piacevole, o per meglio dire, non spiacevole, con un altro essere umano è quello con sua sorella che ogni giorno lo saluta bussando alla sua porta ma non entrandovi mai.

Le cose sono destinate però a cambiare quando, proprio la sorella, quella seria e apparentemente senza problemi, lo trascinerà con lei in una fuga rocambolesca quanto breve, che modificherà tuttavia tutte le dinamiche familiari ma che, soprattutto, sbloccherà Giò dall'impasse psicologica in cui si trova. 
Una fuga da casa, dai problemi e da se stessi che romperà in modo brutale tutti i precari equilibri che Giò si era costruito per proteggersi dal mondo. 
Dopo, nulla sarà più come prima. 

Per la prima volta da un po' di ore le scappa da ridere. 
E per la prima volta da un sacco di anni io non mi incazzo. Sto zitto. Aspetto che le passi. So com'è. Aspetto che le passi, poi la guardo come ho sempre guardato chi non mi fa capire un cazzo. 
La fulmino con lo sguardo perché ho la testa che pian piano sta ricominciando a riempirsi e frullare, riempirsi e frullare- la fulmino perché sono stanco. 
[AFK, pag.87]


Scritto in prima persona alternando la voce narrante tra quella di Giò e della sorella, AFK mostra con una scrittura asciutta e senza fronzoli, quanto sia facile scivolare nel buio, nascondersi dagli altri e dal mondo che ci fa paura. 
Ci mostra quanto sia facile cercare una via di fuga dalla vita reale, quando questa non funziona, creandone una alternativa che apparentemente ci fa stare meglio ma che in realtà, standoci stretta,  non fa altro che aumentare il nostro disagio.

AFK è un libro prezioso per tutti quei ragazzi che si sentono soli e spaventati davanti ad una società che denigra il diverso. 
Per tutti quei ragazzi che vorrebbero scappare da loro stessi, chiudere gli occhi e non provare più nulla. 
AFK riesce a mostrare con una trama raffinata, come la vita nel bene e nel male ci insegua e che, così come una partita al computer, debba essere giocata con coraggio ammettendo e prendendo atto delle proprie paure e debolezze e scoprendo che tutti, ognuno a suo modo, è insicuro e spaventato. 
AFK ci insegna a non scappare.
Cosa senti? Lo penso, e le parole escono.
Sta zitta non risponde subito. Ma dal respiro capisco che anche lei ci sta pensando.
E che abbia bisogno di pensarci mi tranquillizza enormemente. 
[AFK, pag. 109] 
Per saperne di più sull'autrice Alice Keller

mercoledì 4 luglio 2018

La giovane scrittrice, la star e l'assassino- Caroline Solé


Buongiorno lettori


ci sono tanti libri che ci possono piacere ma che, loro malgrado, sono simili a tanti altri, ne possiamo intuire l'intreccio mentre li leggiamo, farci un'idea a volte anche del finale. Poi ci sono libri che sono delle perle, originali, avvincenti e che non somigliano a nulla se non a loro stessi.


Si trovava in un angolino su uno scaffale centrale nella zona ragazzi della mia libreria preferita. Pur essendo modesto spiccava tra gli altri per la sua copertina nera e il titolo oro, il disegno di quattro finestre illuminate e l'ombra di tre figure controluce.


Un giallo? si, ma anche molto di più. Ho deciso di acquistarlo.

[Spoiler]


Nel libro La giovane scrittrice, la star e l'assassino (Caroline Solé, Pelledoca editore, 2018, 15€) non sapremo  mai chi ha ucciso il bambino il cui cadavere è stato ritrovato dalla polizia, con la foto di una giovane scrittrice in tasca, ma il suo ritrovamento è fondamentale per dare inizio ad un'intreccio che porterà all'incontro tra personaggi le cui vite verranno messe a nudo nella sala interrogatori della polizia. 

[Fine spoiler] 


Abbiamo una ragazza sovrappeso, fragile e depressa che ha deciso di farla finita mentre la sua famiglia è in vacanza; un ragazzo che si ritrova a fare l'assistente di una star, abituato a passare inosservato e a non essere considerato; una ragazza che aveva altri piani per la propria vita ma che è stata costretta dalla madre ad intraprendere una carriera da attrice che le va però troppo stretta.


Durante la narrazione a tre voci, con tre punti di vista che guardano alla propria vita ma anche a quelle degli altri personaggi, scopriremo che molto spesso le situazioni e le persone non sono come appaiono ad una prima occhiata. ma sono  in realtà molto più complesse e possono avere zone d'ombra molto oscure. 
In queste poche pagine si intrecciano dei destini e conosceremo 3 personaggi eccezionali, con caratteristiche e psicologie magistralmente delineate. 

Caroline Solé ha fatto quindi un lavorone, Cheyenne, Tristano e l'attrice sono  personalità fragili ma allo stesso tempo forti, reali, in cui ci riconosciamo nei turbamenti, nelle ferite dell'animo, nel bagaglio pesante che ci portiamo sulle spalle. 

Questo libro è una consolazione, cura l'anima e ci fa sentire meno soli e diversi e più noi stessi.

"Ognuno vive con i suoi misteri e i suoi fantasmi. [...] Nonostante tutto forse è proprio questo vuoto che ci fa vivere. Ci spinge a voler capire, a cercare, a creare. Ad amare."


Trama tratta dall'aletta del libro

Cheyenne ha 15 anni e passa le giornate chiusa dentro la sua stanza a spiare la casa della vicina, una giovane star del cinema. L'esistenza di Cheyenne è un'altalena di frustrazioni e noia che la spinge a programmare il suicidio, ma la scoperta del corpo di un bambino in un lago, porta la polizia ad indagare sull'accaduto, partendo proprio da lei.




Qui potrai acquistare la tua copia La giovane scrittrice, la star e l'assassino

giovedì 17 maggio 2018

Io e te come un romanzo- Cath Crowley

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Buongiorno lettori,
oggi con questo post torno nel mondo delle letture per ragazzi con un romanzo che è la prova del fatto che non si deve maimaimaimai giudicare un libro dalla copertina. La copertina di Io e te come un romanzo di Cath Crowley edito dalla casa editrice DeA nel 2017 (14,90€) è, infatti, pessima. 
Ve la metto qui sotto così da poter giudicare voi stessi.




La storia, tuttavia, è bella quanto brutta la copertina, quindi siamo salvi.

In breve
Rachel torna nella sua vecchia città dopo essersene andata tempo prima con la madre e il fratello Call. Qui ritroverà vecchie conoscenze ed Henry, il suo migliore amico e amore passato. Prima di partire Rachel aveva lasciato ad Henry una lettera in cui gli dichiarava il suo amore, mettendola in un libro della libreria gestita dalla famiglia di lui, in una sezione in cui i libri non sono in vendita ma i clienti possono scriverci messaggi, sottolineare frasi ... un ricettacolo per i pensieri e i sentimenti delle persone, insomma. 
Alla lettera Rachel non avrà risposta, ma per una serie di eventi dovrà lavorare fianco a fianco con il ragazzo proprio nella libreria. 
Tante cose sono però cambiate, a partire dalla morte del fratello Call di cui lei non farà menzione.




Le voci narranti sono due, quella di Rachel e quella di Henry, un capitolo ciascuno, permettendo al lettore di leggere da punti di vista differenti la stessa storia. 
All'interno della narrazione, che si sviluppa per 349 pagine molto scorrevoli, vengono indagati in modo completo i sentimenti, insicurezze e paure non solo dei due protagonisti, ma anche quelli di altri personaggi che ruotano come satelliti attorno a loro. 
Conosciamo così la sorella di Henry, tanto scontrosa quanto fragile; l'amica di Rachel, che insegue il sogno di sfondare nel mondo della musica; il padre di Henry, che deve rinunciare a qualcosa cui tiene per motivi economici... e tanti altri. 
Ogni personaggio è ben caratterizzato e delineato, mai trattato in modo approssimativo e tutto questo contribuisce a creare una storia fattibile e coinvolgente in cui vengono trattati temi importanti come la morte, i cambiamenti, l'amore, l'amicizia, le responsabilità, la paura di non piacere, il bullismo... la crescita.

Se non vi ho ancora convinto a leggerlo, aggiungo anche che il romanzo è entrato tra i cinque finalisti che si contendono il premio Mare di Libri 2018, al festival omonimo di Rimini giunto alla sua XI edizione.

Giusto per curiosità, vi lascio la copertina originale del libro (si, come avrete capito, i packaging mi stanno a cuore, sono una vittima di questa società consumistica).


Si sarebbe potuto, secondo me, lasciare anche il titolo originale molto più intrigante... ma forse sono io esigente.



Qui puoi acquistare la tua copia Io e te come un romanzo

sabato 31 marzo 2018

Rosso di sera- Brunella Gasperini

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Buonasera lettori! 
Oggi dopo tanto procrastinare, vorrei parlare di un libro che rientra in assoluto tra i miei preferiti e che, anni fa, mi ha fatto scoprire una scrittrice meravigliosa. 

Il libro in questione si intitola Rosso di sera, è stato scritto da Brunella Gasperini e pubblicato dalla Rizzoli nel 1977. Ultimo romanzo di Brunella, l'edizione che possiedo è della Baldini Castoldi Dalai Editore che nei primi anni del 2000 si è ricordata di questa grande autrice italiana e ha ripubblicato in nuova veste alcuni (secondo me troppo pochi ma ci accontentiamo) suoi romanzi. 



Brunella Gasperini (il cui vero nome in realtà era Bianca Robecchi) nasce a Milano nel 1918 e vi morirà nel 1979. All'inizio degli anni 50 incominciò a scrivere per il Correre della Sera, per vari periodici e sopratutto per Annabella dove terrà una rubrica di colloqui con i lettori, alcuni dei quali raccolti nel libro Più botte che risposte. Nella sua produzione troviamo racconti, romanzi, recensioni... tutto scritto con una grande profondità di pensiero, modernità, sensibilità e spesso un taglio umoristico unico. Per non dilungarmi troppo vi rimando per un eventuale approfondimento all'Enciclopedia delle Donne.



Rosso di sera dovrebbe essere proposto e riproposto ai giovani (e non) lettori a scuola, in biblioteca e in libreria ma questo non succede, forse perché poco conosciuto.

Gianluca detto Rosso per via del colore dei capelli, è un ragazzo di diciassette anni. Figlio del primario dell'ospedale della città in cui vive, ci racconta in prima persona con grande sagacia e humor ma anche con tanta profondità e delicatezza quel passaggio dall'età infantile a quella adulta. La storia è personalissima ma allo stesso tempo universale, tutti i ragazzi ci si possono rispecchiare per quel o quell'altro motivo. 
Rosso, è incompreso dalla famiglia, non ama la città e tanto meno quelli che lui chiama "i ragazzi" cioè quelli della sua età ma con i quali in comune non ha nulla. La sua salvezza sono le sue passioni: il jazz, la tromba, la poesia di Neruda e un rapporto meraviglioso con il nonno anticonformista, pecora nera della famiglia, che vice al di la del fiume, dove il progresso e la città schifa non sono ancora arrivati. 
La sua vita prenderà una piega inaspettata (e sperata?) con l'arrivo in città di una vecchia famiglia tornata dopo lungo tempo, e di una ragazza, Federica che nasconde però un segreto.

"Così sono tornato al fiume. Sembra l'unica cosa rimasta intatta dalla mia infanzia, il fiume, anche se forse già inquinato, come l'infanzia, da invisibili veleni. 
Dovrei aver paura, credo, ma non ne ho. Solo una terribile confusione, come se mi avessero tagliato a pezzettini e poi ricucito insieme in qualche modo, un modo sbagliato, con tutte le cuciture che tirano di qua e di là. E così, cucito sbagliato, rieccomi a guardare l'acqua che passa, scroscia via per i fatti suoi tra i salici e il muschio con riflessi improvvisi di cielo, come quella sera."

Nel romanzo come in quasi tutte le storie della Gasperini tornano personaggi e temi ricorrenti, spesso autobiografici, rivisitati e rimodellati, mai scontati ne banali. 
Ogni personaggio è indagato con minuzia, la trama presenta moltissimi colpi di scena e se siete tra quelli che almeno una volta nella vita avete desiderato di conoscere un autore dopo aver finito un libro, questo è il romanzo che fa per voi. 

L'altro giorno in biblioteca, ho domandato ad una mia utente di quindici anni, come mai leggesse libri sempre un po' tristi, mi ha risposto che cerca il dramma, le emozioni forti. E allora, ho pensato che è un po' la caratteristica ricerca di tutti i ragazzi (ecco il successo di libri in cui si parla di malattia, incidenti, lutti, incomprensioni... con l'immancabile sottofondo dell'amore).
Rosso di sera si inserisce perfettamente in questo grande universo libresco ma ha qualcosa in più, secondo me, una profondità, una delicatezza che, suscitato una grande malinconia non so bene neppure di cosa, forse dell'infanzia o di quell'attimo in cui da adulti, il mondo appare facile e meraviglioso come mangiare un gelato in un giorno d'estate. 

Rosso di sera per me è un libro speciale, l'ho incontrato a sedici anni e non l'ho più lasciato. Vorrei che lasciasse qualcosa anche a voi, se non l'immagine di un tramonto con il rumore dei grilli e il profumo d'estate, almeno che fosse una piacevole lettura. 

Con Rosso si cresce anche se si è già grandi.

"La porta era appena accostata. La spinsi senza far rumore, entrai, richiusi. Nel buio pesto, attraversai silenziosamente la stanza verso la mia brandina. "Accendi pure" disse la voce del nonno. "Sono qui."
Contro voglia, accesi. il nonno era in piedi davanti la finestra e guardava fuori, le spalle voltate, la testa eretta. Capii che non si sarebbe girato, se io non volevo. Aspettava. Il nonno sa, pensai. Ha sempre saputo. Perché non me l'hai detto, gli gridai in silenzio dentro di me. Mi sentivo tradito anche da lui. "Se vuoi berci sopra," disse "la bottiglia della grappa è in cucinino."





martedì 6 febbraio 2018

L'universo nei tuoi occhi- Jennifer Niven


Salve a tutti, oggi quelli che hanno già letto Raccontami di un giorno perfetto di Jennifer Niven e l'hanno adorato quanto me, vorrei spendere due parole per un libro della stessa autrice del quale avrete sicuramente sentito parlare se bazzicate il settore YA: L'universo nei tuoi occhi

Titolo: L'universo nei tuoi occhi
Autore: Jennifer Niven
Editore: De Agostini
Pagine: 440
Prezzo: 14,90€ copertina rigida

In tutta sincerità erano mesi che il libro era in attesa di essere letto sul mio comodino, sotto la consueta pila di altri volumi sempre in bilico tra caramelle, sveglia, creme e cremine e tazze. 

Sapevo dalla quarta di copertina che l'argomento trattato era quello del bullismo e provo sempre timore a leggere storie che lo affrontano perchè il più delle volte non lo fanno, secondo me, in modo giusto, cioè non viene indagata l'effettiva realtà di chi subisce questi atti e il più delle volte il protagonista pare uno sprovveduto totale, quando in invece non è questione di ingenuità ma semplicemente il fatto che ogni individuo che si differenzia volente o meno dalla massa, può essere vittima di uno o più bulli più o meno adulti. Quindi le storie diventano spesso irreali e banali.

Sabato pomeriggio, dopo aver pulito casa da brava ragazza quale sono (ppffff), spinta dal fatto che la scadenza del prestito bibliotecario del volume era vicina, mi sono finalmente decisa ad iniziarlo. 
Stringendo i denti sono arrivata fino a pagina trenta. Pausa. Ho ripreso fino a pagina 134, dopo di che ho preso il via e l'ho finito tutto d'un fiato. 

[Occhio ad ipotetici spoiler]

Allora, la protagonista (ex ragazza più grassa d'America e ora solo obesa) è assolutamente deliziosa e non banale, fragile come tutte le persone ma allo stesso tempo in grado di rialzarsi dopo le cadute. Questo è quello che rende Libby davvero ca...ta. 
Il contesto, gli atti di bullismo, le dinamiche, sono secondo me, del tutto realistici, ma tra una scena e l'altra, la scrittrice da modo al lettore di "prendere respiro", e quindi non rende la lettura troppo angosciosa e pesante. 
Queste caratteristiche mi hanno spinto ad una lettura più serena. 

Perfetto. 
Un punto a sfavore ha giocato invece il coprotagonista, Jack. Affetto da prosopagnosia,  che è stata utilizzata come caratteristica che rende umano e imperfetto anche chi all'apparenza sembra avere tutto dalla vita, diventa bullo per necessità ma allo stesso tempo si rende conto di essersi comportato da bastardo e fa di tutto per redimersi. 

Fin qui okay, tuttavia avrei evitato la figura del padre malato di cancro in remissione, con l'amante che è anche la professoressa del figlio. Jack è l'unico a sapere della tresca perché il padre è tanto sciocco da lasciare cellulari in giro e account di mail aperti in bella vista (siamo in Beautiful?).  Al figlio non viene neppure in mente di riferire la questione alla madre, che nonostante la malattia del marito avrebbe comunque tutto il diritto di sapere se è tradita. 
Trattasi a a mio parere, di una parte che allunga solo la trama senza però arricchirla nel contenuto.
Piuttosto, mi sarei fermata alla prosopagnosia (anche se dubito che un ragazzo possa tenere nascosta una sindrome come del genere da quando era bambino), e avrei approfondito la figura del padre di Libby, accusato dai media di aver contribuito all'obesità della figlia e osservato meglio il loro rapporto. 

Mi è piaciuta invece la figura del fratello di Jack, probabilmente omosessuale, preso anche lui di mira dai coetanei, che però non rinnega nulla della sua personalità nonostante il mondo gli sia avverso.  Fa la parte del grillo Parlante diciamo.

Ovviamente sono tutte considerazioni personalissime.
Nel complesso è un libro che consiglio caldamente,positivo nei contenuti,  inneggia alla fiducia in sé stessi nonostante tutto, all'accettazione di sé stessi e degli altri  e al volersi bene proprio perché si è imperfetti.

E' un inno alla fatica che bisogna fare in ogni momento per non farsi scoraggiare da chi ci circonda, da noi stessi e dagli episodi traumatici. Alla forza che bisogna tirare fuori per rialzarsi ogni volta che si cade. 

Un inno a chi si ama e di conseguenza ama la vita.


Se volete rimanere su questo argomento vi consiglio anche Lo sfigato di Susin Nielsen


Titolo: Lo sfigato
Autore: Susin Nielsen 
Editore: Rizzoli 
Pagine: 266 
Prezzo: 14,50€

giovedì 25 gennaio 2018

Giornata della Memoria e proposte di lettura


Manca davvero poco ormai al 27 gennaio e alla Giornata della Memoria e, come è giusto (anche se la sensibilità e la moralità per questo argomento vanno coltivate sempre, in ogni secondo in cui stiamo ancora respirando), impazzano le liste di libri e film da far leggere e vedere ai ragazzi. 
Le proposte sono davvero numerose e per questo voglio indicare due libri secondo me molto originali.


Il primo testo è Cuore di contrabbando di Lissa Evans, pubblicato da Rizzoli, mi pare, nel 2015, 313 pagine, 18,50€. 

In una Londra in piena Seconda Guerra Mondiale, il piccolo e intelligente Noel, rimasto solo, viene "accolto" da Vera, una donna senza marito che vive con un figlio scansafatiche ed approfittatore e una madre che intrattiene una corrispondenza esilarante con Churchill (a senso unico tra l'altro). 
Si dovranno tutti adattare alla nuova realtà fatta di bombardamenti, paura e fame, ma anche alla nuova convivenza. Da questo contesto nasceranno dei rapporti umani unici, nati inizialmente dalla necessità, ma che in seguito arricchiranno tutti i personaggi. 
La Guerra è, in questo libro, pretesto per educare alla moralità, al giusto e sbagliato, alla pietà e alla compassione. Si dovranno fare i conti anche con la diversità e l'abbandono. 
La storia corre via veloce con una scrittura scorrevole e chiara. E' in assoluto uno dei miei libri preferiti e lo consiglio a tutti quegli insegnati che vogliono proporre una lettura profonda e al tempo stesso divertente (un divertimento dolce-amaro). 


Un secondo libro che ho amato alla follia e che rientra a spada tratta anche tra i distopici YA di nuova generazione, è: Wolf la ragazza che sfidò il destino di Ryan Graudin, pubblicato da DeAgostini, 400 pagine, 18,00€.

Fa parte di una duologia ambientata in una realtà  alternativa che vede la Germania vincitrice della Seconda Guerra Mondiale. La protagonista è Yael, una ragazza ebrea in grado, dopo essere stata sottoposta a degli esperimenti in un campo di sterminio, di cambiare le proprie sembianze fisiche.
Approfitterà di questa capacità per poter partecipare al Tour dell'Asse (una gara motociclistica per celebrare le grandi potenze), vincere, incontrare Hitler e ucciderlo. Questo il piano...

Il libro è, secondo me, un modo alternativo di affrontare una tematica seria come l'olocausto e la Seconda Guerra Mondiale in generale. Amore, odio, avventura, dolore, personaggi ed eventi storici veri ed inventati si mischiano in una trama originale ed appassionante.  

Il libro può essere inserito in una rosa di letture per l'occasione, sopratutto a partire dai ragazzi che hanno ben chiari gli eventi storici del periodo, così da poter meglio apprezzare l'originalità della trama. 
Si  potrebbe poi dar vita anche ad un dibattito in classe su come secondo loro sarebbero potute andare le cose se effettivamente Hitler avesse vinto la guerra, o riflessioni sulla vita nei campi di sterminio... 

Questi secondo me sono le proposte più allettanti per coinvolgere fasce d'età e gusti differenti ad un argomento così importante.