domenica 29 aprile 2018

Letture divertenti sul tema della natura

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Buongiorno lettori!
Finalmente è arrivato il bel tempo e cosa c'è di meglio di leggere, magari all'aperto, qualche libro a tema? Si sa, i bambini sono curiosi ma sta agli adulti dare loro i giusti strumenti di ricerca e scoperta, quindi in questo post voglio indicare alcune letture simpatiche che possono accompagnare il pupo (ma anche noi grandi) nella scoperta del mondo naturale. 


  • Number One: Il Libro degli insetti di Yuval Zommer Ci piace perché è un libro dal grande formato, pieno di immagini divertenti che ci insegna ad avvicinarci a quei piccoli esseri dai quali spesso fuggiamo e che sono gli insetti. "Chi c'è in questo libro? Ci sono tanti animaletti diversi che volano, pungono e guizzano: api che ronzano, coleotteri che svolazzano e tanti altri abitanti del giardino che camminano e strisciano, come lumache, ragni, millepiedi e vermetti". E' il libro ideale per il bambino curioso che si vuole tuffare a carponi tra l'erba del giardino con la lente di ingrandimento ma anche per quello pauroso, così da avvicinarlo a vermetti, cavallette, coccinelle ed altri amici. 



  • Number Two: Il Libro della Natura di Amanda Wood e Mike Jolley con illustrazioni di Owen Davey. Ci piace perché, come riportato anche in copertina, trattasi di un compendio (riccamente aggiungo) illustrato sui prodigi del mondo naturale. Pubblicato da Electa Kids, anche qui, come per Il Libro degli insetti, abbiamo un grande formato ma la natura è trattata ad ampio raggio partendo dagli organismi viventi in generale, passando per il piumaggio degli uccelli, descrivendo i vegetali e scendendo poi in fondo al mare. Ogni tipo di curiosità sulla natura verrà soddisfatta in queste pagine. Io ho appreso che il Saguaro è tra i cactus più grandi del mondo... così per dire.  

  • Number Three: Là Fuori, guida alla scoperta della natura di Maria Ana Peixe Dias e Ines Teixeira Do Rosario e con illustrazioni di Bernardo Carvalho (dagli 8 anni). Rispetto ai due libri precedenti il formato è diverso, più piccolo e compatto, si può mettere comodamente in uno zainetto... o nella borsa della mamma (occhio mamme, pesa quanto un cucciolo di elefante). La copertina non passa inosservata con il suo colore arancio elettrico che viene usato anche per le magnifiche ed originali illustrazioni interne a fianco del blu e del nero. Anche in questo caso la natura è indagata nella sua totalità portandoci alla scoperta di cos'è un albero, insegnandoci a distinguere tra una rana e un rospo e a riconoscere le varie specie dei fiori, il cui nome oltre che in italiano è riportato anche in latino (sia mai che sia abbia una conoscenza approssimativa). Se ancora non siete convinti vi dico che è stato vincitore Opera Prima Bologna Eagazzi Award nel 2015.







  • Number Four: Ravanello cosa fai? di Emanuela Bussolati, edito da Editoriale Scienza. Adatto per i piccoli dai 3 ai 7 anni, il libro si presenta in un piccolo formato molto colorato e con illustrazioni chiare, semplici e bellinebelline. In queste pagine si passa al lato pratico del contatto con la natura, imparando a coltivare un piccolo orto di ravanelli con quei fighi di mamma e babbo e l'orto, si sa, è utile per imparare ad avere PAZIENZA nell'ottenere le cose. Una grande metafora della vita insomma. mi sento anche di aggiungere quanto sia importante l'esperienza sensoriale del bambino con il mondo naturale, la terra, l'acqua, gli odori, i sapori... quindi cappello in testa e paletta in mano, sarete ricompensati da tante verdurine a Km 0. 






Se nessuno di questi 4 libri vi convince, o se avete un bambino che della natura non ne ha mai abbastanza, vi lascio con un elenco di libri sullo stesso tema così da potervi dilettare nella scelta. 
Buona Primavera e che il pollice verde sia con voi. 

Il mio orto, Sonia Goldiel, Editoriale Scienza 2005- 5/8 anni
La vita segreta dell'orto, Gerda Muller, Babalibri 2013- 6/11 anni
Il Libro della Natura, Clare Beaton, Lapis 2017- dai 7 anni
E poi è primavera, Julie Fogliano, Babalibri 2013- 4/7 anni
Curiosa Natura, Florence Guiraud, L'Ippocampo 2017- dai 7 anni
Atlante della Natura. Scoprire il mondo che cambia al ritmo delle stagioni, Kay Maguire, danielle Kroll, Mondadori 2015- dai 5 anni

Per i bambini più piccoli

I colori della Natura, Debbie Powel, WhiteStar 2016- dai 3 anni (cartonato)
L'orto dei Piccoli, Paola Parazzoli, Fabbri Editori 2018- dai 3 anni
ABC della Natura, Laura Morcora, Annamaria Passaro, Gallucci 2014- dai 3 anni (cartonato con CD audio)
199 Meraviglie della Natura, hannah Watson, Usborne Publishing 2018- dai 3 anni (cartonato)
Dove vivono gli animali. Curiosando nella Natura, Allejandro Algerra, Rocio Bonilla, MacroEdizioni 2018- dai 3 anni

Gli sfiziosi (dai 7/8 anni ai 100)

Mirabilia. I record della natura, Page Tsou, ElectaKids 2017
Piante e animali terribili. Storie degli esseri più pericolosi, velenosi e disgustosi del mondo, Dino ticli, Lapis 2017
Scheletri. Gli animali come non si sono mai visti, florence Guillard, Judith Nouvion, Rizzoli 2016
La Parola alla Natura, Thomas Hegbrook, Emme Edizioni 2016 (dai 5 anni)
Un grande giardino, Gilles Clément, Vincent Gravé, rizzoli 2017

Per sporcarsi le mani

Natura in città. tante attività da fare tra cortili e giardini, Fiona Danks, Jo Schofield Editoriale Scienza 2015- dagli 8 anni
Il mio Orto, Eliana Contri, Manuali ragazzi Junior 2011- dai 6 anni




lunedì 16 aprile 2018

Personaggi famosi, dove trovarli

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Buongiorno lettori, 
oggi vorrei segnalarvi due collane simpatiche dedicate a personaggi famosi. 
A prescindere dal fatto che, in questi ultimi anni, libri del genere vadano davvero molto di moda, penso si debba comunque pescare dal guazzabuglio del momento quello che c'è di buono. 

Premetto che sono una grande amante di copertine, illustrazioni e grafiche accattivanti, sono una preda facile dei packaging e dei colori sgargianti quindi entrambe le collane sono state esche a cui ho abboccato con piacere. 

La prima collana è edita da Fabbri Editori, si intitola Piccole donne, GRANDI SOGNI, ed è dedicata a bambine che con perseveranza hanno raggiunto, da grandi, i loro obiettivi.

Scritti da Maria Isabel Sanchez Vegara (le illustrazioni sono state fatte da diverse mani) i libri si presentano come albi dalla copertina cartonata, pagine in carta spessa non lucida e completamente illustrate, e un testo che si compone di poche righe.

 
Quello che mi ha attirato all'inizio, è stato l'albo su Agatha Christie che come personaggio ,ancora, non avevo visto trattato in questa ondata di testi su donne ribelli, coraggiose, sognatrici, perseveranti, piccole, grandi, medie, bianche, nere eccetera eccetera. 
Poi sono rimasta piacevolmente intrattenuta dal testo asciutto, riassuntivo al punto giusto ed accattivante, che permette di arrivare alla fine senza sbadigliare e accompagnato da immagini puntuali che lo seguono. 
Nella collana troverete, ovviamente, anche donne di cui ormai sappiamo anche quante volte andavano in bagno come Frida Kahlo, ormai ostaggio e simbolo del marketing sulle figure "ribelli", ma ce ne sono anche altre come la Christie o Ada Lowelace, poco trattate e quindi interessanti da far scoprire ai ragazzini sperando di ispirarli, magari chissà, a leggere qualche giallo o ad amare i numeri.

L'altra collana che vi segnalo, ma che probabilmente conoscerete, visto che si trova ovunque, è quella dei Grandissimi EL. 
Trattasi di librini piccoli di formato dalle copertine colorate, pagine lisce ed illustrazioni a colori. Nel complesso non dovrebbero spaventare i bambini dagli otto ai dieci anni ma  vanno bene, secondo me, anche per i ragazzini al  primo anno di medie. 
Ho deciso di dedicare alcune righe del mio blog a questa collana perché i personaggi trattati sono molto vari, permettendo un'ampia scelta e accontentando tutti i gusti. Ci sono personaggi storici come Giulio Cesare o Cleopatra, scrittori, musicisti, campioni dello sport, artisti come Picasso... 
Io ho letto I Beatles di Pierdomenico Baccalario, Rosa Parks di Sabina Colloredo e Falcone e Borsellino di Francesco D'Adamo, ma ce ne sono davvero tanti... 
Come vedete poi, ogni volume è scritto da un autore diverso, così se non piace uno si può provare con un altro. 

Se ve lo state domandando, si, c'è anche un volume dedicato a Frida Kahlo. 






Con entrambe le collane come vedete, gli spunti di approfondimento si sprecano: film, romanzi, attività, laboratori artistici, canzoni... si possono approfondire i personaggi e creare collegamenti per imparare ad amare la conoscenza e magari anche la lettura. 




martedì 10 aprile 2018

PANDI- Oda Taro

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Ci sono albi che, nonostante i tanti di ottima qualità usciti negli ultimi decenni, rimarranno sempre dei classici intramontabili. Ormai avrete capito quanto mi piaccia ripescare dal passato libri speciali che meritano di essere letti anche ai bambini di oggi e tra questi, indubbiamente, si inserisce PANDI

Gli albi illustrati di PANDI, sono stati scritti da Oda Taro, pseudonimo di Antonio Lupatelli, conosciuto sopratutto come Tony Wolf e famoso per le sue illustrazioni di carattere fantastico. 
Lupatelli iniziò la sua carriera di illustratore negli ani cinquanta lavorando per alcune case editrici inglesi. In seguito lavorò per Fabbri Editore e dal 1978 per Dami Editoire che pubblicò, appunto, PANDI. 


Pandi è un panda bambino alla scoperta del mondo che lo circonda. 
Vivendo mille avventure tipiche delle giornate di ogni bambino, Pandi imparerà tante cose nuove e divertenti. 

Ogni albo presenta un tema, per esempio io da bambina amavo farmi leggere "PANDI e gli uccellini" (durante una giornata di neve, Pandi sfamerà un uccellino alla finestra non sapendo però che non è sempre lo stesso ma tanti tutti uguali! e da qui si partiva a contare quanti erano gli uccellini in fila davanti alla finestra o quante briciole lasciava Pandi...) e "PANDI e la palla" dove Pandi scoprirà un nuovo amico grazie al potere di una palla "magica"(qui invece era facile partire alla scoperta dei colori della palla, dei giochi che ci si poteva fare, imparare parole nuove...). 

La genialità di questi librini sta nella loro finta semplicità. 
Al bambino risultano facili da usare a partire dal loro formato piccino, divertenti per i colori e le figure. 
- Le illustrazioni dal tratto pulito creano figure grandi su sfondi uniformi e colorati, facili da riconoscere;
- Le immagini si trovano sempre nella pagina di destra, mentre la sinistra è riservata al testo;
- Il testo è scritto in nero in un carattere stampatello bello grande.

Sono stati pensati per essere alla portata dei piccoli e scritti con un linguaggio di facile comprensione, educando divertendo (Pandi ripropone spesso nei suoi giochi i comportamenti che mamma e babbo hanno verso di lui "Pandi sgrida il cavallino: Hai corso troppo e sei tutto sudato").

Se li osserviamo bene però vedremo che si piegano a molteplici usi, stratificati in base all'esigenza del momento e all'età del bambino.

Con uno solo di questi albi il bambino può, ad esempio: 
- imparare l'importanza di farsi visitare dal dottore e prendere la medicina anche se cattiva; 
- imparare a contare usando i pois che sono disegnati sul fazzoletto rosso che Pandi usa per fasciare la testa dei suoi pazienti; 
- indicare i nomi dei colori, così cangianti in ogni pagina! 
-  imparare i nomi dei giocattoli, degli animali, le lettere dell'alfabeto

Infine lo stesso albo che si usava per divertire il pupo mentre prendeva il biberon lo possiamo riproporre al bambino ormai grande alle prese con le sue prime letture autonome.

Io sarò anche di parte, essendoci cresciuta insieme negli anni ottanta, ma dovete ammettere che la qualità non tramonta con l'età e questi libri saranno per sempre geniali. 

Purtroppo molti di questi albi sono oggi fuori catalogo ma ne potete comprare molti su internet anche sul sito della Mondadori ad un prezzo ridicolo. Per quanto mi riguarda, ultimamente ne ho comprati parecchi, tra cui uno meraviglioso sulle lettere dell'alfabeto in uno stock di un grande supermercato. Quindi non temete, potete reperirli facilmente.

Vi auguro una serata piena di letture fantastiche.




sabato 31 marzo 2018

Rosso di sera- Brunella Gasperini

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Buonasera lettori! 
Oggi dopo tanto procrastinare, vorrei parlare di un libro che rientra in assoluto tra i miei preferiti e che, anni fa, mi ha fatto scoprire una scrittrice meravigliosa. 

Il libro in questione si intitola Rosso di sera, è stato scritto da Brunella Gasperini e pubblicato dalla Rizzoli nel 1977. Ultimo romanzo di Brunella, l'edizione che possiedo è della Baldini Castoldi Dalai Editore che nei primi anni del 2000 si è ricordata di questa grande autrice italiana e ha ripubblicato in nuova veste alcuni (secondo me troppo pochi ma ci accontentiamo) suoi romanzi. 



Brunella Gasperini (il cui vero nome in realtà era Bianca Robecchi) nasce a Milano nel 1918 e vi morirà nel 1979. All'inizio degli anni 50 incominciò a scrivere per il Correre della Sera, per vari periodici e sopratutto per Annabella dove terrà una rubrica di colloqui con i lettori, alcuni dei quali raccolti nel libro Più botte che risposte. Nella sua produzione troviamo racconti, romanzi, recensioni... tutto scritto con una grande profondità di pensiero, modernità, sensibilità e spesso un taglio umoristico unico. Per non dilungarmi troppo vi rimando per un eventuale approfondimento all'Enciclopedia delle Donne.



Rosso di sera dovrebbe essere proposto e riproposto ai giovani (e non) lettori a scuola, in biblioteca e in libreria ma questo non succede, forse perché poco conosciuto.

Gianluca detto Rosso per via del colore dei capelli, è un ragazzo di diciassette anni. Figlio del primario dell'ospedale della città in cui vive, ci racconta in prima persona con grande sagacia e humor ma anche con tanta profondità e delicatezza quel passaggio dall'età infantile a quella adulta. La storia è personalissima ma allo stesso tempo universale, tutti i ragazzi ci si possono rispecchiare per quel o quell'altro motivo. 
Rosso, è incompreso dalla famiglia, non ama la città e tanto meno quelli che lui chiama "i ragazzi" cioè quelli della sua età ma con i quali in comune non ha nulla. La sua salvezza sono le sue passioni: il jazz, la tromba, la poesia di Neruda e un rapporto meraviglioso con il nonno anticonformista, pecora nera della famiglia, che vice al di la del fiume, dove il progresso e la città schifa non sono ancora arrivati. 
La sua vita prenderà una piega inaspettata (e sperata?) con l'arrivo in città di una vecchia famiglia tornata dopo lungo tempo, e di una ragazza, Federica che nasconde però un segreto.

"Così sono tornato al fiume. Sembra l'unica cosa rimasta intatta dalla mia infanzia, il fiume, anche se forse già inquinato, come l'infanzia, da invisibili veleni. 
Dovrei aver paura, credo, ma non ne ho. Solo una terribile confusione, come se mi avessero tagliato a pezzettini e poi ricucito insieme in qualche modo, un modo sbagliato, con tutte le cuciture che tirano di qua e di là. E così, cucito sbagliato, rieccomi a guardare l'acqua che passa, scroscia via per i fatti suoi tra i salici e il muschio con riflessi improvvisi di cielo, come quella sera."

Nel romanzo come in quasi tutte le storie della Gasperini tornano personaggi e temi ricorrenti, spesso autobiografici, rivisitati e rimodellati, mai scontati ne banali. 
Ogni personaggio è indagato con minuzia, la trama presenta moltissimi colpi di scena e se siete tra quelli che almeno una volta nella vita avete desiderato di conoscere un autore dopo aver finito un libro, questo è il romanzo che fa per voi. 

L'altro giorno in biblioteca, ho domandato ad una mia utente di quindici anni, come mai leggesse libri sempre un po' tristi, mi ha risposto che cerca il dramma, le emozioni forti. E allora, ho pensato che è un po' la caratteristica ricerca di tutti i ragazzi (ecco il successo di libri in cui si parla di malattia, incidenti, lutti, incomprensioni... con l'immancabile sottofondo dell'amore).
Rosso di sera si inserisce perfettamente in questo grande universo libresco ma ha qualcosa in più, secondo me, una profondità, una delicatezza che, suscitato una grande malinconia non so bene neppure di cosa, forse dell'infanzia o di quell'attimo in cui da adulti, il mondo appare facile e meraviglioso come mangiare un gelato in un giorno d'estate. 

Rosso di sera per me è un libro speciale, l'ho incontrato a sedici anni e non l'ho più lasciato. Vorrei che lasciasse qualcosa anche a voi, se non l'immagine di un tramonto con il rumore dei grilli e il profumo d'estate, almeno che fosse una piacevole lettura. 

Con Rosso si cresce anche se si è già grandi.

"La porta era appena accostata. La spinsi senza far rumore, entrai, richiusi. Nel buio pesto, attraversai silenziosamente la stanza verso la mia brandina. "Accendi pure" disse la voce del nonno. "Sono qui."
Contro voglia, accesi. il nonno era in piedi davanti la finestra e guardava fuori, le spalle voltate, la testa eretta. Capii che non si sarebbe girato, se io non volevo. Aspettava. Il nonno sa, pensai. Ha sempre saputo. Perché non me l'hai detto, gli gridai in silenzio dentro di me. Mi sentivo tradito anche da lui. "Se vuoi berci sopra," disse "la bottiglia della grappa è in cucinino."





sabato 3 marzo 2018

Sull'importanza del fumetto

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Buongiorno lettori, ho deciso di scrivere un breve post a favore del fumetto partendo da uno scambio di pareri che ho avuto l'altro giorno con una mamma che "non approvava" che il figlio ottenne li leggesse. L'idea di fondo era che il fumetto non contasse, diciamo, come lettura, e che quindi il bambino leggendo questi giornalini avrebbe fatto prima a non leggere nulla. 


Io non mi trovo d'accordo. Da quando ero bambina  una delle mie letture preferite (avevo anche albi e libri vari a disposizione) nel lettone con mamma era Topolino. Frequentavo ancora l'asilo quindi mia madre mi leggeva le vignette con me vicino che seguivo la storia guardando le figure. Bellissimo. Mi piaceva davvero tanto, e così sono cresciuta ridendo con Zio Paperone, con le sfighe di Paperino, i misteri che Topolino doveva risolvere e aspettando che la fortuna di Gastone terminasse. Una volta imparato a leggere è diventata una lettura autonoma e mi sono creata nel tempo una vera raccolta. 

Orbene, questa è solo la mia esperienza personale ma ritengo che il fumetto, se ben consigliato per età (certo con consiglierei mai un Diabolik ad un ottenne), sia una lettura formativa (o anche solo divertente) come lo possa essere un qualsiasi altro libro. 
Se un bambino ama leggere Paperinik anzi che Pippi Calzelunghe, non vedo dove sia il problema, magari non conosce Pippi, e allora spetta al genitore o alla scuola o alla bibliotecaria, farlo entrare in contatto con quel libro e sarà il bambino a scegliere se gli piacerà o meno. 

Obbligare un pupo alla lettura di testi che non si sente di leggere o peggio, forzarlo ad abbandonare certe letture perché si ritine non siano abbastanza "serie", lo trovo non solo controproducente ma ritengo sia una violenza (sono estrema e non me ne pento!). Oltretutto questo vale anche per gli adulti, mi è capitato molto spesso di parlare con lettori forti o colleghi che "disprezzavano" certi libri non ritenendoli all'altezza di altri o semplicemente poco seri. Per esempio la narrativa romantica, i gialli Mondadori... in base a questi criteri quindi, si dovrebbero leggere solo saggi e non tutti, perché, diciamocelo, c'è saggio e saggio. 

Spesso ci dimentichiamo, quindi, di un aspetto fondamentale del leggere, cioè il piacere che proviamo quando apriamo un libro di un autore che ci piace, o su un argomento che ci interessa o una storia che ci attrae. 
Sono convinta che fin quando un testo non presenti errori ortografici, grammaticali o sia stato scritto con il palese intento di fomentare la violenza, possa per diritto essere sistemato su uno scaffale senza vergogna o imbarazzo. Vuoi leggerti un Harmony per concerti una pausa dallo stress della tua vita? leggilo! chi se ne frega se le trame sono ripetitive e scontate, è quello il bello magari. 

Tornando alla letteratura per l'infanzia e adolescenza, da oggi comincerò ad inserire post riguardanti recensioni di fumetti, che sono fiera di leggere (sarò nerd che ci volete fare). Se ritenete che la scelta  non sia seria... Hasta la Vista, nessuno è obbligato a leggere le mie parole.

Inizio quindi, consigliando Topolino, dagli 0 alla morte, sono convinta possa accompagnare la crescita di una persona dalla culla alla bara (cari lettori scaramantici vi ho perso lo so). 

Non solo è una lettura divertente, ma rispecchia la cultura di un paese, nelle storie ci puoi ritrovare le rappresentazioni topolinesche di personaggi reali, o provenienti da film!! Cantanti, calciatori, personaggi dello spettacolo, della letteratura come Montalbano! 
Le storie non sono mai banali e accontentano tutti i gusti (io adoro quelle che hanno per protagonista il piccolo Paperino). Gli articoli toccano tantissime tematiche, dallo sport alla scienza, c'è l'oroscopo per i sognatori e le parole crociate per i "cervelloni". 
I disegnatori (come gli ideatori dei testi delle storie) sono ovviamente diversi e si possono riconoscere le varie mani, avere magari dei prediletti.
Lo potete leggere a casa, sul treno, al parco o al mare (che ti si riempie di sabbia, prende il profumo della pizza nella borsa e si impiastriccia di crema solare che rimane sulle dita). 

Inoltre, e questo vale per tutti, un fumetto non è mai superato, si può trovare e comprare nei negozietti dell'usato a pochi cent salvando il contenuto del portafoglio dei tanti lettori compulsivi come me.

Insomma, avrete capito che per Topolino ho solo buone parole, più di 3000 numeri di gioia.

NB. Ovviamente consiglio appassionatamente anche i cartoni classici topolineschi (sarò vecchia ma non c'è proprio paragone con quelli che trasmettono ora tutti computerizzati e anche se sono vecchie pellicole, i bambini sono sempre quelli, se piacevano ai pupi che ora hanno 60 anni, piaceranno anche a quelli che ora ne hanno 3, garantito), anche questi non hanno età ... ma d'altronde è una regola che vale per tutti i cartoni animati. 



Fatemi sapere le vostre esperienze con i fumetti, se li leggete, se li leggono i vostri bambini o se vi è capitato di parlare con persone che ritengono il genere "minore" rispetto ad altri o se semplicemente il fumetto non vi piace (e il motivo, in caso, che sono curiosa come un macaco).








martedì 20 febbraio 2018

Toh! un cappello!- Jon Klassen (Siamo amici condividiamo cose)

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Inizierò questo post con una domanda personale: Quante amicizie avete sciolto perché a voi e alla vostra amica/o piaceva lo stesso maglioncino ( a me mai, i vestiti che mi piacciono agli altri fanno schifo), o peggio, lo stesso ragazzo (idem dei vestiti)? Molte? Troppe? questo perché non avevate ancora letto il libro di cui sto per parlarvi. 

L'albo di oggi, è dedicato all'amicizia e alla condivisione, o rinuncia dal principio a favore di un fine più grande.


Si tratta di Tho! un cappello! di Jon Klassen (anno 2016, pubblicato da ZooLibri).
Con me il libro è partito subito bene, perché le pagine sono in carta ruvida leggermente spesse e profumano di cartoncino e io adoro questo tipo di carta sia al tatto che nel profumo (si annuso i libri, embè, che volete da me? e poi lo facciamo tutti). 

Le frasi non sono molte, l'autore gioca con le suggestioni e con le immagini per comunicare sentimenti, emozioni ed intenti, inoltre le poche parole presenti hanno un carattere chiaro e lettere molto grandi così da rendere il testo adatto anche alle prime letture in autonomia. 

La storia è ambientata in un suggestivo deserto, in cui due tartarughe trovano un cappello abbandonato. Se lo provano entrambe e ad entrambe sta benissimo, ma il cappello, mannaggia, è uno e loro due, e allora decidono di lasciarlo li dove si trova... 
Una però, non riesce a darsi pace e decide di prenderselo una volta che l'altra dorme. 
Cambierà poi idea, ma non vi dico come così ve lo andate a comprare o a prendere in biblioteca o al leggere di soppiatto in libreria da veri ribelli (così che i vostri figli imparino presto come comportarsi). 

Vi dico solo che:
1. Le illustrazioni sono magnifiche;
2. Le due tartarughe diventeranno le vostre migliori amiche;
3. comincerete o i vostri figli cominceranno, a condividere di più (io ho già condiviso la mia matita per gli occhi con un'amica, come minimo domani avrò la congiuntivite e non potrò mettere le lenti a contatto e dovrò quindi ripiegare sugli occhiali a fondo di bicchiere molto sexy... ma, oh, mi sento molto più buona) e a rinunciare a cose perché piacciono a voi ed ad altri instaurando rapporti più duraturi e a non essere egoisti (l'altra sera ho rinunciato all'ultimo biscotto con gocce di cioccolato fondente a favore di un rapporto basato sull'amore, fiducia, comprensione, sincerità... era uno di quei cookies americani super burrosi e unticci che hanno tipo 300 calorie al grammo ma che probabilmente dentro ci mettono qualche droga per dare assuefazione, ma non mi PENTO);
4. Vorrete comprare un capello;
5. Vi ho già detto che il profumo di questo libro è meraviglioso e potrà migliorare la vostra giornata? Inoltre concilierà il sonno del vostro pupo così avrete quei trenta minuti in più la sera per vedervi un film prima di cadere in letargo sul divano.


A proposito di film.
Se siete fanatiche come me di film Ya oltre che di libri Ya, vi consiglio, per chi ancora non lo avesse visto: Quattro amiche e un paio di jeans
E' vecchiotto, lo so, ma qui nessuna delle quattro amiche ha rinunciato a quel paio di jeans strepitosi, optando piuttosto per una condivisione mensile del suddetto capo di abbigliamento (dai, se non è amicizia questa).
Se non avete letto il libro fatelo (prima di vedere il film dai, lo sapete), vi ricordo che si tratta di una serie e che le copertine sono fantastiche (si, con me funzionano bene anche i packagin oltre che gli odori di buono, lasciatemi stare).




Vi auguro tante belle persone con le quali condividere la vostra settimana. 

martedì 6 febbraio 2018

L'universo nei tuoi occhi- Jennifer Niven


Salve a tutti, oggi quelli che hanno già letto Raccontami di un giorno perfetto di Jennifer Niven e l'hanno adorato quanto me, vorrei spendere due parole per un libro della stessa autrice del quale avrete sicuramente sentito parlare se bazzicate il settore YA: L'universo nei tuoi occhi

Titolo: L'universo nei tuoi occhi
Autore: Jennifer Niven
Editore: De Agostini
Pagine: 440
Prezzo: 14,90€ copertina rigida

In tutta sincerità erano mesi che il libro era in attesa di essere letto sul mio comodino, sotto la consueta pila di altri volumi sempre in bilico tra caramelle, sveglia, creme e cremine e tazze. 

Sapevo dalla quarta di copertina che l'argomento trattato era quello del bullismo e provo sempre timore a leggere storie che lo affrontano perchè il più delle volte non lo fanno, secondo me, in modo giusto, cioè non viene indagata l'effettiva realtà di chi subisce questi atti e il più delle volte il protagonista pare uno sprovveduto totale, quando in invece non è questione di ingenuità ma semplicemente il fatto che ogni individuo che si differenzia volente o meno dalla massa, può essere vittima di uno o più bulli più o meno adulti. Quindi le storie diventano spesso irreali e banali.

Sabato pomeriggio, dopo aver pulito casa da brava ragazza quale sono (ppffff), spinta dal fatto che la scadenza del prestito bibliotecario del volume era vicina, mi sono finalmente decisa ad iniziarlo. 
Stringendo i denti sono arrivata fino a pagina trenta. Pausa. Ho ripreso fino a pagina 134, dopo di che ho preso il via e l'ho finito tutto d'un fiato. 

[Occhio ad ipotetici spoiler]

Allora, la protagonista (ex ragazza più grassa d'America e ora solo obesa) è assolutamente deliziosa e non banale, fragile come tutte le persone ma allo stesso tempo in grado di rialzarsi dopo le cadute. Questo è quello che rende Libby davvero ca...ta. 
Il contesto, gli atti di bullismo, le dinamiche, sono secondo me, del tutto realistici, ma tra una scena e l'altra, la scrittrice da modo al lettore di "prendere respiro", e quindi non rende la lettura troppo angosciosa e pesante. 
Queste caratteristiche mi hanno spinto ad una lettura più serena. 

Perfetto. 
Un punto a sfavore ha giocato invece il coprotagonista, Jack. Affetto da prosopagnosia,  che è stata utilizzata come caratteristica che rende umano e imperfetto anche chi all'apparenza sembra avere tutto dalla vita, diventa bullo per necessità ma allo stesso tempo si rende conto di essersi comportato da bastardo e fa di tutto per redimersi. 

Fin qui okay, tuttavia avrei evitato la figura del padre malato di cancro in remissione, con l'amante che è anche la professoressa del figlio. Jack è l'unico a sapere della tresca perché il padre è tanto sciocco da lasciare cellulari in giro e account di mail aperti in bella vista (siamo in Beautiful?).  Al figlio non viene neppure in mente di riferire la questione alla madre, che nonostante la malattia del marito avrebbe comunque tutto il diritto di sapere se è tradita. 
Trattasi a a mio parere, di una parte che allunga solo la trama senza però arricchirla nel contenuto.
Piuttosto, mi sarei fermata alla prosopagnosia (anche se dubito che un ragazzo possa tenere nascosta una sindrome come del genere da quando era bambino), e avrei approfondito la figura del padre di Libby, accusato dai media di aver contribuito all'obesità della figlia e osservato meglio il loro rapporto. 

Mi è piaciuta invece la figura del fratello di Jack, probabilmente omosessuale, preso anche lui di mira dai coetanei, che però non rinnega nulla della sua personalità nonostante il mondo gli sia avverso.  Fa la parte del grillo Parlante diciamo.

Ovviamente sono tutte considerazioni personalissime.
Nel complesso è un libro che consiglio caldamente,positivo nei contenuti,  inneggia alla fiducia in sé stessi nonostante tutto, all'accettazione di sé stessi e degli altri  e al volersi bene proprio perché si è imperfetti.

E' un inno alla fatica che bisogna fare in ogni momento per non farsi scoraggiare da chi ci circonda, da noi stessi e dagli episodi traumatici. Alla forza che bisogna tirare fuori per rialzarsi ogni volta che si cade. 

Un inno a chi si ama e di conseguenza ama la vita.


Se volete rimanere su questo argomento vi consiglio anche Lo sfigato di Susin Nielsen


Titolo: Lo sfigato
Autore: Susin Nielsen 
Editore: Rizzoli 
Pagine: 266 
Prezzo: 14,50€