giovedì 23 agosto 2018

Due libri tattili per... leggere con le dita


Buongiorno lettori,

in questo post torno a parlare di libri tattili e lo faccio con due pubblicazioni della collana "A Spasso con le dita" nata dalla collaborazione della federazione Nazionale pro Ciechi- Roma ed Enel Cuore Onlus. 

Entrambi sono libri di medio formato quadrato, con copertina cartonata molto resistente. Le pagine, ovviamente, sono belle spesse così da poter resistere alle manine che le toccheranno. 

Il primo libro si intitola Ho un po' paura, è stato scritto da Laure Constantin e, in Francia, è stato pubblicato da Les Doigts Qui Rêvent.

Pagina dopo pagina vengono illustrate le situazioni che possono intimorire i bambini (come scendere le scale da soli, oppure essere sgridati da mamma e babbo) e le situazioni che, invece, trasmettono tranquillità (il bagno caldo preparato dalla mamma, l'orsacchiotto che fa compagnia nella notte buia).

Per ogni situazione, sia positiva che negativa c'è una faccina con un sorriso o un broncio per illustrare tattilmente lo stato d'animo del bambino in quella occasione.
La rappresentazione tattile della situazione (ad esempio le scale, o le bolle di sapone per il bagnetto) si accompagna alla faccina con il testo scritto in caratteri grandi e tradotto in braille.





Il secondo libro si intitola Soffio di vento è stato scritto da Elisa Lodolo e illustra tattilmente il viaggio di un soffio di vento rappresentato da tre fili di lana.
Anche qui come per Ho un po' paura, oltre alle figure composte prevalentemente da vari tipi di stoffa,  abbiamo un testo grande e la sua traduzione in braille.





























Auguro a voi e ai vostri bimbi una buona esperienza tattile!
Al prossimo post.



venerdì 10 agosto 2018

Uffa, che Barba! Più di 100 giochi per non annoiarsi in viaggio, in spiaggia, a casa (anche quando piove)- Suzy Barratt & Polly Beard

Cari genitori lettori, siete finalmente in vacanza e state preparando le valigie per partire con i vostri pupi al seguito? 

Siete pronti alle giornate da bollino nero in fila in autostrada con sottofondo la fatidica melodia: "quando arriviamo? Siamo arrivati?". Siete pronti ai pomeriggi in spiaggia o nel verde, con sottofondo la fatidica melodia:"che noia! quando facciamo il bagno?" o "Che noia! Cosa faccio in questo prato?".
Siete pronti ai GIORNI DI PIOGGIA estivi con sottofondo la fatidica melodia: "piove! che noia non posso uscire, che noia non so cosa fare. Che noia!!!!!!"


Se siete pronti a tutto questo e avete messo in valigia con lo spazzolino anche una buona dose di pazienza, sono molto felice per voi. Se invece vi rendete conto che no, non siete ancora pronti, che la pazienza vi è finita a giugno e ora state pensando solo a quanto bene vi starà il vostro nuovo cappello da sole, in questo post risolverò tutti gli ipotetici ma probabili problemi che, in un viaggio con il pupo, la noia potrebbe crearvi. 

Ecco un libro che potrebbe salvarvi le vacanze e rendere quelle del bambino piacevoli e felici. 

UFFA, CHE BARBA! Più di 100 giochi per non annoiarsi in viaggio, in spiaggia, a casa (anche quando piove), Suzy Barratt & Polly Beard, Salani 2003, 10,00€



Uffa, che barba! è un libro facile da consultare per genitori disperati che non sanno più che pesci pigliare. 
Si divide in 4 capitoli:
- Giochi in casa;
- Giochi all'aperto;
- Giochi in viaggio; 
- Giochi in spiaggia. 

Iniziamo dai giochi in viaggio quelli che, al momento, in vista delle partenze ci interessano di più. Vi riporterò alcuni assaggi del libro suddivisi in quelli che, secondo me, potrebbero essere i possibili scenari.

Prima ipotesi: siete in macchina, in colonna e procedete a passo d'uomo. 


  • Chi sei, che cosa fai? Un gioco al quale può partecipare tutta la famiglia. Si osservano i passeggeri delle altre automobili e si immaginano cose come: il nome, il loro lavoro, dove vivono, se sono felici e perchè...

Seconda ipotesi: treno in ritardo, lunga attesa in stazione.

  • Individua il vip Tra le tante persone che vi passano davanti mentre siete sconsolatamente seduti fissando il tabellone delle partenze e degli arrivi, cercate dei sosia delle star più famose italiane e straniere!!

Ipotesi numero tre: In macchina con un bambino dai 3 ai 6 mesi

Se avete a portata di mano un sacchetto di patatine o di salatini nuovo (sigillato) datelo in mano al bambino. Ci giocherà per tutto il viaggio. Se si rompe, spero non abbiate pulito la macchina prima di partire.

Se invece vi trovate bloccati in casa perché fuori piove a dirotto, tra le tante attività che potete trovare sul libro, le più belline secondo me sono:

  • Il baule dei travestimenti se siete in una casa di vostra proprietà o dai nonni, dove potete trovare vecchi abiti dismessi;
  • Fare una tenda usando una vecchia coperta (o un lenzuolo) e delle sedie Dentro ci si può giocare e se avete dei cuscini è il massimo.

Se siete invece all'aria aperta, in montagna o in spiaggia ma i bambini non hanno (giustissssssimamente) il tablet o qualsiasi altro oggetto tecnologico davanti al quale perdersi:

Se siete in montagna il libro vi propone il gioco del Rametto: si raccolgono 20 rametti e, a mazzo, si lasciano cadere formando un piccolo mucchietto disordinato. Il gioco sta nel togliere un rametto per volta dalla catasta senza far muovere gli altri. 
Se i bambini sono tanti ci dobbiamo ricordare anche dei giochi che piacevano a noi da bambini come: Un, due tre stella!, nascondino, Tana libera tutti...

Se siete su una spiaggia sassosa potete ingaggiare delle gare di torri di sassi

Su una spiaggia sabbiosa, oltre ai castelli di sabbia e alle piste di biglie (che piacciono un casino a tutti), si può giocare con le ombre, disegnando il contorno dell'ombra del babbo o della mamma sulla sabbia, oppure potete ingaggiare una ricerca della conchiglia più piccola.

Questi sono solo alcuni degli spunti che ho scelto da Uffa, che barba! ma ce ne sono davvero tanti, sia per avere bambini tranquilli sia per scaldare gli animi.


Sullo stesso genere, vi lascio con una piccola lista di libri molto bellini e vi auguro delle felici vacanze!



  • Basta un bastone, 70 attività da fare all'aria aperta, F. Danks & J. Schofield, Editoriale scienza 2012, 12,90€ (per mamma e babbo);
  • Giochi da spiaggia, F. Danks & J. Schofield, Editoriale scienza 2012, 12,90€ (per mamma e babbo);
  • 52 cose da fare quando piove, L. Gordon,  Salani 2015 (dai 7 anni) sono delle carte;
  • 52 giochi da fare in aereo, L. Gordon, Salani 2015 (dai 7 anni) sono delle carte;
  • Consiglio anche i classici quaderni con i giochi di parole, adesivi, attacca stacca e figure da colorare. intramontabili. 






lunedì 30 luglio 2018

Vacanze al mare? ecco degli albi che fanno al caso vostro!


Cari lettori agosto è alle porte e tutti (spero) ci stiamo preparando per le agognate ferie. 

Se state pensando di fuggire dalla vostra afosa città per rifugiarvi in qualche località marittima, ho da consigliarvi dei libri illustrati che potrebbero fare al caso vostro (dei vostri pupi in verità, ma so che ne siete ghiotti anche voi). 



Iniziamo con In spiaggia di Susanna Mattiangeli (che abbiamo già incontrato con Uno come Antonio qui) e Vassela Nikolova edito da Topipittori, 2018, 20,00€

Ma lo sapete quante cose belle si possono fare in spiaggia? no? Allora questo albo vi verrà in aiuto: non solo vi permetterà di tuffarvi nell'atmosfera di una tipica giornata al mare, ma vedrete tanti... sederi, tante facce di bambini, tante pance dei grandi e poi giocherete a biglie, farete buche, le merende con la pizzetta e la sabbia, nuove amicizie... non vi allontanate troppo dal vostro ombrellone però, o rischierete di perdervi!

















Il mare è un luogo magico e conserva tanti tesori pronti per essere trovati da chi li saprà cercare. 



Ne Il postino dei messaggi in bottiglia di Michelle Cuevans, illustrato da Erin E. Stead, Babalibri, 2017, 13,50€ il mare dona ogni giorno al postino che abita in una casetta vicino alla battigia, delle bottiglie con dei messaggi da consegnare a tanti destinatari diversi. Il postino si fa carico ogni giorno di questa incombenza e fa di tutto affinché i messaggi giungano dove devono. 
Un giorno però le onde gli regaleranno un messaggio inconsueto: un invito ad una festa senza destinatario che porterà ad un  risvolto inaspettato. 

Preparate i parei e le vostre ciabattine migliori. Si balla!

Se siete tra quelli che, invece, non amate la sabbia nel costume, l'acqua salata sulla pelle o le meduse che vi accarezzano le gambe, potrete sempre optare per un bel tuffo in piscina. 

Che sia la piscina della vostra città, quella dell'hotel o quella del vostro bagnino di fiducia, da che mondo è mondo, in quel rettangolo angusto ci troverete il gregge. 
Il gregge è composto da personaggi che fan casino, che spruzzano acqua ovunque con materassini, cuffiette, occhialini... la piscina rischia di diventare affollata, un intrico di braccia, gambe piedi dal quale sarà difficile liberarsi a meno che non siate capaci di crearvi un vostro angolino. 
Un angolino che potrebbe diventare un angolone se riuscirete a farvi spazio e ad estraniarvi guardando oltre. Un mondo mentale magico creato dalla fantasia dove potrete trovare un altro come voi, un'altra pecora nera che si rifiuta di fare parte di questo grigio gregge sociale. 

Un mondo del genere lo potete incontrare in un Silent Book che profuma di cloro: La piscina, di Ji Hyeon Lee, pubblicato da Orecchio Acerbo nel 2015, 15,90€


Apritevi ad un mondo con possibilità infinite. Non fermatevi ad essere quello che gli altri vogliono che siate, pensate con la vostra testa, uscite dal coro e fate sentire la vostra voce. Non abbiate timore di essere voi stessi, solo così troverete qualcuno come voi che vi capirà veramente. 





Questi sono gli albi che ho infilato nella mia valigia con il costume, la crema solare e i sandalini da spiaggia stile nonnetta per non ritrovarmi con i piedi ustionati e tagliuzzati dalle conchiglie.
Spero possano esservi degli spunti utili per poter scegliere al meglio le letture estive dei vostri bimbi in vacanza sotto l'ombrellone.

Buona abbronzatura e al prossimo post!


venerdì 27 luglio 2018

Il giardino curioso- Peter Brown

A New York esiste un luogo inconsueto che non ci si aspetterebbe in una grande città in continua evoluzione come questa, un luogo che nella sua singolarità assume un'aura quasi magica: la High Line



La High Line è una vecchia ferrovia sopraelevata costruita negli anni trenta del novecento e dismessa nel 1980. 
Questo abbandono permanente ha dato la possibilità a piante, fiori e sterpaglie varie, di crescere indisturbate e donare un luogo verde ai cittadini lì dove prima c'era solo ferro e cemento.
Nel corso degli anni  si sono susseguite varie ipotesi e progetti di abbattimento della ferrovia, ormai lasciata a se stessa, fin quando un gruppo di residenti della zona non si è riunito in un'associazione per appoggiare una riqualificazione della struttura, vedendo in essa del potenziale nascosto. 
Il progetto presentato che voleva trasformare la zona in un parco, ha avuto successo ed è stato approvato. Oggi la High Line è un vero giardino sopraelevato tra i grattacieli newyorkesi. 


Vi ho parlato della High Line perché è stata fonte di ispirazione per Peter Brown autore del libro Il giardino curioso, edito da Giralangolo libri per ragazzi, 2018, 15,00€.

Quadrato con pagine lucide, l'albo presenta illustrazioni coloratissime che occupano tutto lo spazio loro concesso dal supporto. Il testo è semplice e si compone di brevi frasi per pagina.

Liam è un bambino curioso che vive in una grande e grigia città dove non esistono zone verdi. Un giorno decide di esplorare la vecchia ferrovia soprelevata ormai abbandonata e scopre che tra i binari sono nati dei fiorellini. Ammaliato dalla scoperta sceglierà di prendersene cura, visto che nessuno sembra averci fatto caso e pian piano da pochi fili d'erba la zona si trasformerà in un vero piccolo giardino. 
Nato per mano di un bambino curioso, anche il giardino comincerà ad esplorare la zona e così a crescere ed a espandersi sempre più su questo vecchio tratto della ferrovia inglobando tutte le cose vecchie e abbandonate che troverà sul suo cammino e trasformandole in nuove cose meravigliose. 
Da questo momento anche altre persone, prendendo Liam ad esempio, cominceranno a coltivare e curare un loro pezzettino di verde e dopo pochi anni l'intera città sboccerà in un tripudio di colori e odori spazzando via la grigia realtà iniziale. 
L'unione fa la forza.


Riqualificazione è la parola cardine che non compare mai nel libro ma che l'autore vuole trasmettere alle nuove generazioni e ai grandi che magari leggeranno con loro.

Il messaggio di Brown e di Liam è quello che nasce dalla speranza che da un piccolo gesto sia possibile innescare una reazione a catena che porterà a riqualificare una zona o un quartiere abbandonato di una città. 
D'altro canto sappiamo tutti che il degrado urbano si lega e da origine anche ad un degrado sociale per chi vive in quelle zone. 

Battersi per il recupero di edifici e luoghi soggetti ad incuria o abbandono significa battersi per per ottenere una vita migliore alla quale tutti abbiamo ugual diritto.

Sensibilizziamo e sensibilizziamoci in questa direzione per vivere meglio e garantire un futuro più felice ai nostri figli. 

Nella speranza che questo libro entri a far parte della vostra libreria vi auguro delle letture piene di buone vibrazioni!





lunedì 23 luglio 2018

Yeti- Taï-Marc Le Thanh & Rébecca Dautremer

Buongiorno lettori!

Oggi vi segnalo un albo di grande formato con illustrazioni a tutta pagina che mi ha conquistata. 


Yeti di Taï-Marc Le Thanh e illustrato da Rébecca Dautremer edito da Rizzoli, 2017, 24,00€.


Il vocabolario definisce "desiderio" come: Sentimento di ricerca appassionata o di attesa del possesso, del conseguimento o dell'attuazione di quanto è sentito confacente alle proprie esigenze o ai propri gusti. 

Questo libro è un inno al desiderio che ci spinge ad agire, a cercare di ottenere quello di cui abbiamo bisogno e non avere rimpianti.
E' il desiderio che ci fa alzare dal letto al mattino, che ci spinge ad essere coraggiosi, a metterci alla prova, a sfidare le convenzioni e pregiudizi. 

I desideri muovono la nostra vita. 


I desideri stavano strappandomi l'anima. Potevo viverli, ma non ci sono riuscito. Allora li ho incantati.

A. Baricco

In Yeti una ragazza parte lasciando il suo mondo e la sua quotidianità per andare a cercare una creatura mitica, la cui esistenza è fortemente dubbia: lo Yeti. 
Da sempre affascinata da questo essere, per il quale nutre un timore reverenziale, ci pensa giorno e notte, vorrebbe incontrarlo e così un giorno prende coraggio sfidando l'opinione altrui ma soprattutto mettendo alla prova se stessa, e parte. 

Il viaggio verso la montagna sulla cui cima pensa viva lo Yeti, sarà lungo ma non sempre sarà sola durante il cammino, a volte avrà dei compagni che l'aiuteranno e che le faranno compagnia. Nonostante ciò, ovviamente, come accade con le grandi sfide della vita, la montagna vera e propria dovrà scalarla da sola contando sulle proprie forze e capacità.
Arriverà sulla cima...

Eccomi in vetta. 
In ogni caso, non penso di potermi spingere molto più il alto.

Ma riuscirà ad incontrare lo Yeti?

Una storia di crescita, un'ispirazione a credere in se stessi senza abbandonare mai i propri sogni. 
Spingersi fino all'impossibile mettendocela sempre tutta per non avere rimpianti  guardandosi indietro. Assecondare i nostri desideri ricordando sempre che non è importante arrivare in vetta ma provarci. 
L'arrivo è dove decidiamo noi di vederlo. 



venerdì 20 luglio 2018

Qui con te- M.H. Clark e Isabelle Arsenault

Buongiorno lettori,


Oggi un post dedicato ad un albo poetico, Qui con te di M.H.Clark e Isabelle Arsenault pubblicato da Terre di Mezzo nel 2017. 


Il libro si compone di 28 pagine completamente illustrate che riportano ognuna dei brevi versi di quella che alla fine sarà una vera e propria poesia dedicata al posto al quale sentiamo di appartenere. 

Le illustrazioni sono state realizzate dalla mitica Isabelle Arsenault (quella di Jane, la volpe ed io per intenderci) che ha conquistato con le sue immagini praticamente tutti. Il testo invece appartiene a a M.H.Clark una super scrittrice e poetessa americana che ha vinto un sacco di premi come, giusto per buttarne lì uno a caso, il Moonbeam Children's Book Award
Con queste premesse quindi, quando ho preso il libro dallo scaffale della mia libreria preferita, le mie aspettative erano parecchio alte ma non sono state in alcun modo deluse. 

 Le immagini seguono le parole enfatizzando i versi e creando un'atmosfera sognante ricca di silenzi, vento e odori appartenenti alla natura. 
Le parole, dal canto loro, ci portano a riflettere su qual'è il posto a cui apparteniamo davvero. 
Un interrogativo molto profondo al quale non è sempre facile rispondere. 


Le stelle appartengono alla notte scura,
come la Luna,
il vento è a casa nei luoghi in cui soffia


[...]

Quindi che importa dove andra, quali meraviglie sceglierai di vedere, io sarò sempre qui accanto a te, e tu accanto a me.


Un inno alla propria famiglia, alla propria casa, al luogo in cui risiede il nostro cuore. Al luogo che abbiamo già trovato o che stiamo ancora cercando.  

Tu sei un sogno che il mondo ha sognato
e ora appartieni al suo canto.
Per questo sei qui, nel posto fatto per te,
dov'è la tua casa. 

E voi? lo sapete già a quale luogo appartenete? 





lunedì 16 luglio 2018

Un grande giorno di niente- Beatrice Alemagna

Buongiorno lettori, 
le vacanze estive sono iniziate già da un po' e in giro vedo un sacco di bambini allegri e spensierati che si divertono tra castelli di sabbia la mare, partite improvvisate di calcetto al parco e giri in bicicletta per la città (quando mi sbucano all'improvviso dai vicoli e mi tagliano la strada in sella al loro bolide senza guardare l'arrivo di eventuali macchine, un po' li odio). 


Oltre a questi birbanti, vedo anche tanti pazienti genitori che si impegnano per far fare ai propri figli i compiti delle vacanze; che li accompagnano a qualche attività come il tennis, calcio, karate, danza, incontri dei boy scout; ai corsi di recupero; ai corsi estivi di lingua inglese, tedesca, spagnola e francese; che li iscrivono al campo scuola al campeggio; che se li portano in vacanza in Grecia; gli fanno visitare musei... Tutte attività utili ed interessanti non si discute, ma comunque fermi a far nulla non ci devono stare. 
Intendiamoci, io sono una grande fan dei genitori che sono attivi e che mantengono attivi anche i figli, a volte tuttavia mi domando se ci possa essere un equilibrio tra il fare tutto sempre e il non fare niente mai. 

Durante le vacanze sopratutto quelle estive, che sono così lunghe, sono del parere che i bambini e i ragazzi dovrebbero avere anche dei loro spazi di niente. Noi grandi abbiamo la tendenza a pensare che il non fare nulla sia in qualche modo sbagliato, inutile e una perdita di tempo prezioso che si potrebbe impiegare a fare invece "qualcosa". 
In verità non è sempre così, il non far nulla è contro producente e dannoso se è la norma ma se capita a volte, anche per una mattinata o per una o più intere giornate, bisogna mettersi in testa che è normale e utile. 
Tutti abbiamo il diritto, a volte, a non fare nulla e come noi, anche i bambini hanno il diritto di annoiarsi per avere la possibilità di capire cosa piacerebbe loro fare, o semplicemente rimanere lì dove sono a non fare niente di niente. 


Approfittando di questo periodo estivo, vi propongo quindi un libro pubblicato nel 2016 da Topipittori: Un grande giorno di niente di Beatrice Alemagna

Siamo in vacanza in un giorno di pioggia. Vediamo un bambino sul divano che gioca ad un videogioco mentre la mamma è alla scrivania che lavora. Accorgendosi che il figlio è davanti a quello schermo già da molte ore, gli sequestra il videogioco e gli propone di uscire di casa (almeno non gli ha detto di fare i compiti delle vacanze). Ovviamente il bambino riprende il videogioco e se lo intasca ma non lo riaccende, esce invece sotto la pioggia con aria sconsolata indossando un sobrio impermeabile arancione. 
In questo giorno di niente e di noia il piccolo comincia a vagare sotto la pioggia per prati e boschi, vede un laghetto, e decide di saltare sui sassi che vi affiorano ma il suo videogioco che aveva in tasca finisce in acqua. Dramma. Come farà ora senza il suo strumento di distrazione?
Il ragazzino dopo un primo momento di sconforto comincia a guardarsi attorno e ... vede delle cose ordinarie incredibili: delle lumache stanno approfittando dell'acquazzone per farsi un giro (simpatiche le loro antenne gelatinose), ci sono anche funghi e odori nuovi che gliene ricordano altri a lui famigliari, ci sono sassi che luccicano, pozzanghere, rami sui quali arrampicarsi, animali, collinette dalle quali scivolare per ritrovarsi a testa in giù e vedere il mondo capovolto.
La storia si concluderà con il ritorno del protagonista a casa dalla mamma che provvederà a scaldarlo con una cioccolata calda. 

In questo giorno di niente il piccolo esploratore in verità qualcosa ha fatto. 
Si è reinventato un mondo nuovo esplorando quello che lo circondava spinto dalla curiosità e dalla noia. Il bambino si è lasciato stupire dall'ordinario, ha convissuto con se stesso senza fare qualcosa di "imposto" o preorganizzato. 
Sicuramente sarete d'accordo con me se vi dico che questo giorno di niente è stato un giorno di tanto. 

Voglio spendere due parole anche per le illustrazioni che ho trovato meravigliose.  
Il formato del libro rettangolare e grande mostra delle figure a pastello che occupano tutta la grandezza della pagina. Il tratto è veloce, semplice e a volte stilizzato o quasi abbozzato. La tecnica dell'acquarello che è accostata al pastello, crea un'atmosfera uggiosa e umida tipica degli acquazzoni estivi. 
Alla fine della lettura avrete i capelli crespi e la pelle un po' "appicicatticcia" ... maledetta questa umidità!

Vi auguro tanti giorni di niente!

Ps. nei pomeriggi afosi spalmati sul divano, un film non guasta mai. Vi lascio quindi consigliandovi di (ri)vedere Stand by me, ricordo di un'estate tratto da un racconto di S. King e uscito nel 1986.